30 aprile

Cerca il prima possibile uno sponsor temporaneo o permanente che ti guidi nel tuo inizio.

Sex Addicts Anonymous: La Via del Recupero (A Pathway to Recovery)

Ho passato tutta la mia vita fondamentalmente da solo. Ho avuto uno o due amici nel corso degli anni, ma quei rapporti erano insoddisfacenti. Normalmente e inconsciamente ho scelto persone con le quali avrei potuto avere relazioni disfunzionali e isolanti, che rispecchiassero la mia vita adolescenziale.

Quindi, quando sono entrato in SAA, ho resistito ai suggerimenti che coinvolgessero altre persone, come fare telefonate, prendere uno sponsor o persino uscire per un caffè. Ero più attratto da quegli aspetti del programma che potevo svolgere da solo, come leggere la lettura del programma. Fedele alla forma, ho cercato di far funzionare il programma nello stesso modo solitario in cui avevo agito nella mia dipendenza.

Anche se ho lasciato che il mio sponsor mi aiutasse tecnicamente con il primo passo, l’ho fatto essenzialmente da solo. Di conseguenza, non ero soddisfatto del risultato e ho lasciato il programma cercando il mio vero fondo. L’ho trovato.

Dopo un anno, sono tornato e ho colto al volo l’opportunità di trovare uno sponsor. Sebbene all’inizio fosse difficile, ho iniziato a fare affidamento su quello sponsor. Fare chiamate giornaliere ai fratelli nel recupero ed essere piacevolmente sorpreso dal fatto che la maggior parte dei membri mi abbia effettivamente richiamato ha rafforzato l’idea che, insieme al mio sponsor e ad altri, avrei potuto lavorare effettivamente al programma e migliorare. Non proverei mai più a farlo da solo.

Non posso farcela da solo. Grazie, Dio, per il mio sponsor e i miei amici nel recupero.

29 aprile

Per poter continuare a vivere con me stesso ho dovuto assumermi le responsabilità per ciò che avevo fatto in passato.

Sex Addicts Anonymous, p. 453, Storia 45 “I passi verso la libertà” (p. 325 versione inglese)

Non ho idea di dove siano molte persone della mia lista dell’Ottavo Passo. Non fanno più parte nella mia vita. Sono disposto a fare ammenda nei loro confronti come suggerito dal Nono Passo, ma come posso fare ammenda con le persone se non so dove si trovano?

Uno dei miei comportamenti sessuali compulsivi è l’oggettivazione, nel mio caso, delle donne. Mette le persone a disagio, mi fa procurare degli sguardi disgustati, ma di solito è tutto in termini di conseguenze immediate. Non so quali siano le conseguenze a lungo termine. Ci sono così tante persone in questa categoria. Come si fa un’ammenda appropriata?

Per me una forma di ammenda è il servizio al tipo di persona che ho oggettivato. Se posso essere utile agli altri nello stesso gruppo, è almeno un inizio verso il restituire ciò che ho preso in tutti quegli anni.

Mi offro volontario per rispondere alle chiamate dal numero verde locale e alle e-mail tramite il sito web dell’area. Alcune di esse provengono da donne. Faccio loro sapere che il recupero dalla dipendenza sessuale è possibile e faccio uno sforzo speciale per dire loro che sono benvenute nella fratellanza locale. Mi rallegro quando una di loro risponde positivamente. Quando una donna appena arrivata partecipa a una delle mie riunioni, desidero darle il benvenuto in modo gentile e sicuro.

Posso fare ammende viventi con i miei atti di servizio.

28 aprile

In SAA impariamo ad essere responsabili dei nostri sentimenti e comportamenti, e a lasciar andare la poco sana abitudine di sentirci responsabili per gli altri.

“A Special Welcome to the Woman Newcomer” – Un Benvenuto Speciale alla Donna Nuova Arrivata

Oggi, attraverso le mie preghiere e la meditazione, la riunione telefonica per le donne e le chiamate giornaliere, ho realizzato di portare dei fardelli che il mio Potere superiore non ha mai voluto che avessi. Sto lavorando il Terzo Passo, e l’invito di affidarli al Dio di mia comprensione è proprio davanti a me. Ottimo! Allora, li ho affidati, giusto? No. Perché è così difficile lasciare andare, soprattutto quando mi sento responsabile dei sentimenti e dei comportamenti altrui?

Da donna, penso che il sopportare pesi sia una responsabilità precisa. Le pressioni culturali e familiari incoraggiano questa cosa. Sono stata sollevata dal fatto di non ricevere quel messaggio dalle persone in recupero, specialmente dagli uomini. Loro non biasimano me o altre donne per le loro reazioni verso di noi.

Per me il recupero è un dono artistico al mondo. Mi consente di fare della vita una bellissima musica. Faccio del mondo un posto migliore lavorando il mio programma giornaliero di recupero.

Ma ho bisogno di prendermi la responsabilità delle mie azioni durante le riunioni: non è un luogo adatto all’esibizionismo, alla seduzione, alla ricerca di attenzioni o giochi. All’inizio alcuni uomini mi avevano richiamato dopo le riunioni per il mio comportamento inopportuno, quando cercavo di adattarmi facendo delle battute sessuali. Ero sorpresa e non me ne ero neanche accorta di quel che facevo. Eppure ho apprezzato il loro riscontro rispettoso. Difatti mi sono sentita più sicura e accettata per via della loro sincerità e onestà. Sto imparando a fidarmi di uomini e donne nel recupero, e ad essere più affidabile.

Mi prendo la responsabilità delle mie reazioni, sentimenti e comportamenti. Lascio andare la malsana responsabilità per gli altri. Lascio andare e lascio fare a Dio.

27 aprile

La sessualità fa parte della nostra identità, una parte che avevamo perso e distorto con la nostra dipendenza. Quando rivendichiamo la nostra possibilità di avere una sessualità più sana, riconquistiamo un aspetto vitale del nostro essere.

Sex Addicts Anonymous, p. 155 (p. 73 in inglese)

Sono un dipendente sessuale e un anoressico sessuale. Dopo decenni di comportamenti sessuali compulsivi, sono entrato in un lungo anno di anoressia sessuale prima di conoscere SAA. Durante quell’anno non solo mi privavo di una sana sessualità con mio marito, ma pure dall’affetto fisico non sessuale e dalla connessione in tutti i rapporti. Mi sentivo come asessuale, un robot senza emozioni, morto dal collo in giù.

Man mano che lavoravo i Dodici Passi di SAA sull’anoressia sessuale, il mio corpo riacquistò di nuovo la vita. In passato agivo sempre compulsivamente attorno a quei sentimenti, in modo che non sapevo cosa farmene di loro. Questo mi terrificava, e pregavo il mio Potere Superiore di togliermi i sentimenti sessuali.

Presto, il mio Potere Superiore mi parlò molto chiaramente. Quei sentimenti sono una parte naturale degli esseri umani. Come altri aspetti del mio essere, non sono lì per essere repressi o abusati; sono lì per essere nutriti e curati. Con gli anni, le emozioni e le associazioni che provavo con quei sentimenti erano stati deturpati e deformati dal loro scopo originario e dalla gioia e la connessione che erano in grado di fornire. Il sentiero della guarigione inizia con l’essere emotivamente connessa con me stessa, poi muovendomi nell’ottica che la mia sessualità può far parte di una connessione più grande con il mio partner e con la vita.

Per favore, insegnami a nutrire la mia sessualità in un modo più sano.

26 aprile

Possiamo vivere l’astinenza dai nostri comportamenti sessuali (quelli del cerchio interno) come un dono del nostro Potere Superiore, piuttosto che come il risultato dei nostri propri sforzi.

Sex Addicts Anonymous, p. 58 (p. 31 in inglese)

So che è forte la tentazione per alcuni di rimandare il totale impegno nel programma fino a quando non ne avranno una migliore comprensione, ma ho scoperto che non devo sapere tutto perfettamente prima di passare all’azione. In effetti, non posso.

I fondatori del recupero in Dodici Passi e il nostro Libro verde affermano entrambi che, per progredire, dobbiamo essere disposti a fare tutto il necessario per essere sobri. Questo programma spirituale mi chiede di iniziare a camminare in avanti anche quando non so dove sto andando o come ci arriverò. Posso solo scegliere di fidarmi del mio Potere Superiore e di coloro che hanno intrapreso questa strada, coloro che capiscono che è attraverso l’esercizio della volontà e della fede che otteniamo la forza per crescere oltre ciò che siamo attualmente.

L’astinenza da comportamenti sessuali che creano dipendenza ha permesso al mio corpo di resettarsi e alla fine ha fatto sì che il mio pensiero diventasse più chiaro. Un giorno alla volta, in volontà e fede, mi viene data la forza di astenermi dai comportamenti del mio cerchio interno.

Oggi scelgo di fidarmi del mio Potere Superiore e dell’esperienza di coloro che mi hanno aperto la strada.

25 aprile

Anche se l’esercizio fisico è chiaramente un’attività del cerchio esterno, riteniamo che meriti un’attenzione speciale perchè tante persone lo hanno trovato un valido supporto per mantenere la sobrietà.

Strumenti di Recupero (Tools of Recovery), pag. 40

A volte non riesco a identificare i miei sentimenti o mi sento così travolto dagli stimoli da non riuscire a parlare con qualcuno senza essere tossico e pentirmi di quello che dico. Altre volte mi sento svuotato, insensibile, piatto.

Muovere il mio corpo può aiutare a rompere la situazione di stallo nella mia mente. Non devo essere un atleta per usare questo strumento. Il solo fatto di uscire per camminare o mettere i piedi nell’erba è spesso un modo veloce per sbloccarmi. Vedere la vastità del cielo o ascoltare gli uccelli può ricordarmi immediatamente che c’è molto, molto di più in questa vita rispetto al disco rotto che si fa rumore per spaventarmi e debilitarmi. Inoltre, fare qualcosa con le mie mani come mettere a posto in garage, curare il giardino, fare alcuni lavori domestici o costruire qualcosa può aiutare a interrompere il ciclo.

Qualsiasi azione fisica può essere meditativa. Mentre mi muovo, la mia mente rallenta a un ritmo gestibile. Riesco a ricordare e ripetere uno slogan, un’affermazione, una preghiera o un mantra del programma. Posso esplorare i miei sentimenti e creare spazio tra i miei pensieri e le mie azioni. Sotto il guscio del caos, scopro spesso dolore, solitudine o vulnerabilità.

Posso chiedermi di cosa ho bisogno. Forse chiamerò uno sponsor o un amico, andrò a una riunione o scriverò nel mio diario. Forse preparerò del cibo prelibato o farò qualcosa di creativo. Forse mi rilasserò semplicemente e mi godrò la bellezza di questa giornata.

Quando la mia mente si blocca, muovere il mio corpo può cambiare il panorama.

24 aprile

Abbiamo deciso di affidare la nostra volontà e la nostra vita a Dio, così come noi possiamo concepirlo.

Sex Addicts Anonymous, p. 52 (p. 28 in inglese)

Dio, secondo me, fa ricorso a tutte le persone, credenze e pratiche spirituali. La mia concezione di Dio è che Dio è ovunque: nel maestoso cielo di notte, in ogni animale e pianta, in ogni granello di sabbia sulla spiaggia. Dio è in me. Tutto è Dio: Dio è uno.

Riguardo alla dipendenza sessuale, per me era possibile agire compulsivamente solo quando avevo perso la cognizione del fatto che Dio si prendeva cura di me, come un uccello che mi prende sotto la sua ala. Non mi importava. Volevo soltanto quella soluzione rapida, quell’estasi. Non aveva niente a che fare con la pazienza o la buona volontà. Avevo abbandonato Dio.

Come affido la mia volontà e la mia vita alla cura di Dio? Facendo quell’atto di fede che lascia il controllo a Dio, avendo fede che le cose stiano funzionando nei tempi di Dio, nei suoi modi, non nei miei. Faccio parte del mondo di Dio, ma quel mondo non gira intorno a me. Dopo il Terzo Passo, posso considerarmi parte di uno: Dio è uno.

La mia comprensione è che Dio è per sempre. Ho affidato la mia vita alla cura di Dio.

23 aprile

Abbiamo trovato nell’altro quello che non abbiamo potuto trovare altrove, ovvero persone che conoscono la profondità del nostro dolore.

Sex Addicts Anonymous, p. 8 (p. 2 in inglese)

Come potrebbe qualcuno capire il dolore di volere stare con tutto il cuore con la mia famiglia e i miei amici pur ricadendo nei comportamenti sessuali che distruggono le mie relazioni? O il dolore di sentirsi un pervertito? O il dolore dell’astinenza all’inizio del recupero?

In poche parole, solo un fratello dipendente lo sa. E aiutarci a vicenda a passare attraverso un tale dolore verso una vita migliore crea un legame che, francamente, raramente trovo al di fuori della nostra fratellanza. Che si tratti dei cenni di intesa mentre parlo della verità del mio dolore durante le riunioni, dei sospiri di identificazione degli anziani mentre ascoltano un primo passo, o delle conversazioni telefoniche individuali tra dipendenti in difficoltà, il nostro dolore comune ci lega in una comunità che ci rende liberi.

Con il supporto di coloro che conoscono la profondità del mio dolore, posso accettare quel dolore come un insegnante prezioso.

22 aprile

Siamo dipendenti sessuali.

Sex Addicts Anonymous, p. 6 (p. 1 in inglese)

Come leggo questa audace e forte dichiarazione introduttiva all’inizio di ogni riunione, mi sento sia messo a nudo che incoraggiato. Voglio soffermarmi su quella prima dichiarazione e riflettere, magari anche pregare… concedimi la serenità di accettare di essere un dipendente sessuale, che non posso cambiare questo fatto. Di recente, mentre facevo l’inventario, mi sono reso conto di avere ancora dell’orgoglio nelle mie conquiste sessuali, le stesse che mi avevano recato dolore, umiliazione, vergogna e distruzione. Cerco il mio atteggiamento anche adesso mentre leggo quella dichiarazione (non voglio compiacermi mai più dei comportamenti e atteggiamenti distruttivi).

Tuttavia, sento vergogna intensa, che in qualche modo sono troppo spezzato e indegno a causa di questa realtà? No. Questo programma mi muove dalla vergogna alla grazia. Dov’è quindi la grazia in questa dichiarazione?

Ho trovato la grazia in “noi”: non sono da solo. Sono conosciuto e accettato. Ci sono finalmente altri nel mondo che mi capiscono. “Noi siamo”: io sono chi sono. Sono un uomo con delle limitazioni che includono una dipendenza sessuale e dei difetti di carattere associati ad essa. Posso accettare me stesso così come sono.

“Sessuale”: è un aspetto potente della mia umanità. Può aiutarmi a vedere i miei bisogni e desideri più profondi, collegandomi con la spiritualità.

“Dipendente”: non ho il controllo. Ho bisogno di un Potere più grande di me. Ho anche bisogno dei miei compagni nel recupero per fare una musica di vita bellissima. Faccio del mondo un posto migliore quando lavoro il programma quotidianamente.

Trovo la serenità di accettare la mia condizione oggi. Sperimento la grazia in questa fratellanza di sessodipendenti.

21 aprile

Per troppo tempo, molti di noi l’hanno trovato familiare, quasi confortevole rimanere nel cerchio della compulsività, demoralizzati, spergiurare di smettere per poi agire compulsivamente ancora.

“I Tre Cerchi”

Avevo stabilito i miei cerchi prima della sobrietà e ho notato di aver speso molto più tempo nel mio cerchio intermedio che in quello interno. Se potessi rimanere nel mio cerchio intermedio, pensavo, non mi sarei dovuto sentire così demoralizzato. Ma il cerchio intermedio porta in una direzione sola.

Uno dei posti migliori per agire compulsivamente distava trenta miglia da casa mia. Guidavo spesso lì intorno alle undici di sera. Potevo sentire dei cambiamenti fisici dati dall’anticipazione. La mia macchina aveva una mente propria e io ci stavo per il passaggio.

Dicevo a me stesso che sarei rimasto fino a una certa ora, ma prima che me ne rendessi conto, sarebbero diventate le sei del mattino e sarei andato di corsa a casa per andare al lavoro senza aver chiuso occhio. Mi sarei detto mai più, eppure, dopo un paio d’ore di riposo quel pomeriggio, sarei tornato nel meccanismo.

Consapevole che il mio cerchio porta comunque delle conseguenze, ho iniziato a tornare presto a casa. Poi una notte, mentre guidavo compulsivamente, in un barlume di chiarezza, mi sono detto “veramente non voglio fare questo”. Ho svoltato e sono tornato a casa. La mia macchina e il mio nascente recupero stavano entrambi raggiungendo un punto di svolta. Un cerchio intermedio ben definito mi aiuta a individuare il meccanismo, ed eventualmente mi fa stare alla larga dal mio cerchio interno.

Quando li uso, questi strumenti fanno miracoli. In quale cerchio mi trovo ora?