13 giugno

Tramite l’esperienza impariamo nuove cose e troviamo nuove soluzioni a vecchi problemi. Il frutto principale di queste soluzioni è il programma spirituale di riabilitazione chiamato Dodici Passi. Seguire questi passi conduce ad essere liberi da comportamenti sessuali compulsivi, a guarire mente, corpo, spirito, relazioni e sessualità.

Sex Addicts Anonymous, p. 7 (p. 2 edizione inglese)

Sono venuto per la prima volta in SAA alla ricerca di una soluzione, ma non ero sicuro di cosa stessi cercando. All’inizio cercavo l’identificazione, empatizzando con i comportamenti compulsivi di altri sessodipendenti . Ho smesso di agire compulsivamente, ma l’ossessione è rimasta. Alla fine, dopo molta frustrazione, ho accettato di essere impotente rispetto alle azioni compulsive, e ho capito che dovevo provare ad applicare i principi di tutti i Dodici Passi alla mia dipendenza sessuale. L’ho fatto e mi sono messo al servizio dei nuovi arrivati e di Sex Addicts Anonymous.

Con mia immensa gratitudine ho trovato una visione per il mio futuro attraverso i Dodici Passi di SAA: libertà dalle azioni compulsive nel corpo e nella mente, uno strumento per ridurre drasticamente la paura e il risentimento nel Decimo Passo, un Potere Superiore a cui mi avvicino attraverso l’Undicesimo Passo, e una libertà che culmina nella pratica del Dodicesimo Passo: lavorare con altri dipendenti dal sesso. Improvvisamente, quello che originariamente per me era un problema segreto e vergognoso è diventato il cuore di una soluzione che potevo offrire ad altri abbastanza disperati da voler smettere. I Dodici Passi hanno cambiato la mia vita e mi hanno dato un futuro.

Se sento che manca qualcosa nel mio recupero, posso chiedermi: “Sto cercando di crescere praticando tutti i principi dei Dodici Passi?”

12 giugno

Fare il Terzo Passo vuol dire essere disposti ad agire in base alla nostra convinzione, ovvero che un Potere Superiore può soccorrerci dalla nostra dipendenza e riportarci alla ragione.

Sex Addicts Anonymous, p. 52 (p. 28 edizione inglese)

Pensavo che se avessi smesso di agire compulsivamente sarei stato bene. Ma quando ho interrotto il mio comportamento sessuale dipendente, è stato allora che è iniziato il vero divertimento! Dovevo comunque convivere con me stesso. Ho dovuto iniziare il mio viaggio del Terzo Passo con la consapevolezza che, in un certo senso, il mio problema era davvero il mio pensiero folle.

La scienza ci dice che la mente di un dipendente è in realtà mappata in modo diverso. Ma la scienza non ha trovato un modo per riprogrammare i miei percorsi di pensiero. Nella mia esperienza, solo Dio può riportare la mia mente a pensare correttamente.

Parte delle mie preghiere quotidiane a Dio includono la richiesta di libertà dalla schiavitù dal mio pensiero contorto. Oggi so che il problema non è il sesso; il problema sono io. Con l’aiuto di Dio sto migliorando!

Penso che lascerò che un Potere più grande di me gestisca i miei pensieri, solo per oggi.

11 giugno

Impariamo a non usare mezze verità per manipolare gli altri. Accettiamo la responsabilità delle nostre azioni e delle nostre vite.

Sex Addicts Anonymous, p. 132 (p. 63 edizione inglese)

Prima di entrare in SAA, credevo sinceramente di essere onesto. Ho lavorato al Settimo Passo e avevo una lunga lista di difetti di carattere, ma la disonestà non era tra questi. Ci sono voluti una scivolata e diversi giorni senza rivelarlo al mio sponsor prima che mi rendessi conto che la disonestà era il mio difetto di carattere più profondamente radicato. Era il difetto caratteriale su cui facevo affidamento quando ero più a rischio, in particolare quando temevo la rabbia degli altri e quando avevo bisogno di proteggere il mio comportamento compulsivo. Quando ammisi la scivolata al mio sponsor, gli dissi che ora riconoscevo la disonestà come un difetto di carattere.

Ho iniziato a includere la domanda “sono stato disonesto oggi?” nel mio inventario serale. Come riconosco la mia disonestà ogni giorno? È facile: dove sono ansioso? Nel miscuglio trovo spesso della disonestà. Sono rimasto stupito dalle molte forme che la disonestà assume nel mio comportamento: tenere per me certe informazioni, ritardare la comunicazione su qualcosa di importante ma difficile e, soprattutto, essere quasi onesto come un modo per nascondere qualcosa che temo possa minacciare la mia sicurezza.

Riconoscere la mia disonestà è un dono. È un pietra miliare dalla quale posso abbandonare la mia vergogna e intraprendere un percorso di onestà, un percorso lungo il quale trovo il mio Potere Superiore e altre persone in recupero.

Dammi il coraggio di fermarmi, guardare e ascoltare. Posso abbandonare la mia vergogna e scegliere una strada migliore.

10 giugno

Chiedere aiuto ci libera dall’isolamento velenoso che alimenta la nostra dipendenza.

Sex Addicts Anonymous, p. 44 (p. 25 edizione inglese)

Ero in ginocchio in un centro di recupero con la testa fra le mani, singhiozzando le dolorose parole “sono così solo”, quando mi sono reso conto di quanto fossi privo di contatti umani significativi. Certo, avevo le mie azioni compulsive, una serie di immagini che mi tenevano isolato in una vergogna infinita, ogni giorno più estrema. La follia di fare le stesse cose con il vuoto giuramento “sarà meglio questa volta” che risuonava nelle mie orecchie mi ha portato alla disperazione culminata in un tentato suicidio.

Quel giorno mi sono preso l’impegno di contattare gli altri. Ho chiamato e mandato messaggi a delle persone. Ho invitato le persone a cena prima del gruppo o per un caffè dopo. Vivo a un’ora e quaranta minuti dal più vicino incontro a faccia a faccia. Ciò richiede un livello di impegno e pianificazione che prima non ero disposto a dedicare al mio recupero. Altri membri hanno notato questo impegno. Hanno iniziato ad avvicinarsi e a parlare con me. Raramente sono stato toccato da bambino e gli abbracci che ho ricevuto mi hanno davvero colpito.

Ora ho numerosi sponsorizzati. Ho impiegato tempo e sforzi nell’uso degli strumenti di recupero e ho aperto il mio cuore alla meravigliosa comunione che posso avere con il mio Potere Superiore e con un altro essere umano. Ho persino imparato a connettermi con me stesso. Ho amore da offrire e lo donerò. Sto imparando ad accettare l’amore quando mi viene offerto.

Ho amore da offrire. Oggi donerò amore.

9 giugno

L’importante è considerare con onestà la nostra dipendenza, e abbandonare l’idea di controllare il nostro comportamento con la forza di volontà o di gestire la nostra vita senza aiuto.

Sex Addicts Anonymous, p. 44 (p. 25 edizione inglese)

Una volta, dopo un incontro, qualcuno mi chiese: “Ti capita di provare la sensazione della sobrietà?”. Sentii una scossa, come uno schiaffo in faccia, eppure era completamente precisa. Avevo agito compulsivamente per settimane con l’illusione di fregare tutti e di non ferire nessuno. Certamente questo modo di pensare fa parte della malattia.

Fatta l’affermazione, ho realizzato che non stavo fregando nessuno affatto. Le persone sapevano quel che facevo pur coprendo le tracce delle mie azioni. Anche io lo sapevo. Cominciai a capire che l’inganno più grande era verso me stesso. Le bugie che mi raccontavo erano le basi della distruzione attorno a me.

Penso spesso a questa conversazione, e ringrazio profondamente quella persona. Potrebbe non essere stato facile da dire, e compresi che fu detto per amore. Un buon amico è quella persona che ti dà una svegliata, che fa una dichiarazione coraggiosa, che rimuove il vetro dell’inganno. Sono così grato di far parte di un’organizzazione che offre supporto incondizionato, il quale può includere un’onestà scomoda. Il vero amore non è un concetto nuovo, ed è vitale per il mio recupero.

Uno dei doni scaturiti dal frequentare le riunioni è l’onestà alla quale assisto e, in cambio, inizio a mettere in pratica l’onestà nella mia vita.

Se so essere onesto, allora sono sulla giusta strada.

8 giugno

Se affrontiamo i nostri problemi con onestà, e siamo disposti a cambiare, i Dodici Passi di SAA ci porteranno ad avere una consapevolezza che ci permetterà di vivere una nuova vita secondo principi spirituali.

Sex Addicts Anonymous, p. 33 (p. 20 edizione inglese)

La volontà è un fattore essenziale per il dipendente alla ricerca del recupero. Con la disperazione in una mano e la speranza nell’altra, solitamente la volontà deve precedere le azioni suggerite nei Dodici Passi.

Potremmo essere motivati a compiere determinate azioni, ma potremmo non essere disposti per via della paura, di un costo anticipato, o altre circostanze. La volontà è la forza motrice che trasforma un’idea, un concetto, un desiderio o un’intenzione in un’azione; alimenta la resa, le credenze, le decisioni, e le azioni che prendiamo lavorando i Dodici Passi alla ricerca del nostro recupero.

Il programma di recupero dei Dodici Passi potrebbe essere pensato come una doppia pista: un lato in ingresso e un lato in uscita. La volontà è la porta che conduce al lato d’ingresso; alimenta le nostre azioni. E’ l’elemento scatenante di ciò che bisogna fare per poter sperimentare il recupero.

La seconda è il lato in uscita. E’ la trasformazione che solo Dio può darci. Possiamo essere volenterosi. Possiamo lavorare i Passi. Ma è nella fiducia in Dio per il risultato che possiamo trovare un risveglio spirituale che sfocia nel vero recupero.

Quando sono disposto a percorrere qualsiasi distanza, per fare quel che posso fare, Dio farà per me ciò che non sono riuscito a fare da solo.

7 giugno

La risposta positiva o negativa, di una persona in particolare, non è un metodo di misura per capire se stiamo facendo bene le nostre ammende. Il successo sta nella nostra onestà e precisione che usiamo nel riparare i torti fatti.

Sex Addicts Anonymous, p. 99 (p. 49 edizione inglese)

Oggi ho ricevuto una lettera dai miei. È un miracolo che io e i miei genitori comunichiamo, poiché la mia infanzia è stata piena di abusi sessuali, spirituali e fisici dilaganti. Ho passato un decennio senza parlare con loro. Inutile dire che ho dovuto affrontare e lasciare andare i miei risentimenti e le mie paure. Anche adesso sono ancora accusato di aver infranto il segreto di famiglia, di aver gettato vergogna sulla famiglia. Sono incasellato come la proverbiale pecora nera.

Mentre lavoro attivamente ai Dodici Passi, faccio continuamente ammende viventi. Da ragazzo osservavo gli uomini costruire un ponte sul fiume Ohio. Per un periodo di sei mesi ho guardato con stupore come due squadre su lati opposti costruivano rampe di terra, gettavano i piloni e si incontravano abilmente nel mezzo per completare il ponte.

Le ammende sono così per me. Sono responsabile solo della costruzione della mia metà del ponte. Poi mantengo continuamente la mia metà, indipendentemente dal fatto che l’altra persona costruisca la sua metà o meno. Penso che sia mia responsabilità tirare a lucido la mia metà del ponte, in modo che, se mai prenderanno in considerazione l’idea di iniziare la loro metà, sapranno che non sono state solo parole da parte mia. Sapranno che lo intendevo perché lo sto vivendo.

Sto costruendo il mio lato del ponte o aspetto che altri gettino il primo pilone?

6 giugno

Così invece di lottare contro le difficoltà della nostra vita come se fossimo da soli cercando di cavarcela senza aiuto, condividiamo i nostri pensieri ed emozioni con il nostro Potere Superiore.

Sex Addicts Anonymous, p. 116 (p. 56 edizione inglese)

A volte possiamo essere ostacolati nell’accettare e compiere la volontà di Dio per noi perché ci sentiamo indegni, proviamo vergogna o ci sentiamo in difetto. Il nostro comportamento da dipendenti ha rafforzato il nostro senso di vergogna e indegnità. A loro volta, queste convinzioni negative ci hanno reso più vulnerabili a scivoloni o ricadute.

Sono incline alla vergogna e ho passato molto tempo a prendermi a calci per i miei errori. Altre persone mi dicono che ho talento e che mi vedono come una brava persona, ma trovo difficile accettare le loro parole.

È più facile per me consegnare questi pensieri e convinzioni negativi su me stesso quando li porto nella preghiera. Poiché queste convinzioni sono profondamente radicate e cariche di emozioni, cerco di procedere lentamente, una convinzione alla volta. Ad esempio: “Dio, sono arrivato a credere di essere difettoso e di non poter mai essere all’altezza degli altri. È vero? Cosa vorresti che sapessi?”

A volte non mi viene niente. Se mi vengono dei pensieri, cerco di scriverli senza analizzarli o giudicarli. Mentre rileggo ciò che ho scritto, diventa più chiaro se i miei pensieri sono venuti dal mio Potere Superiore, da me stesso o da una combinazione di ciascuno di essi. Spesso sono sorpreso e sollevato da ciò che scrivo e mi ritrovo a tornare su queste parole nei momenti di sconforto.

Oggi permetterò a Dio di dire la verità ad alcune aree del mio pensiero negativo.

5 giugno

Molti di noi hanno capito che è meglio fare degli interventi automatici invece che provare a valutare se siamo a rischio di ricaduta. Possiamo fare una telefonata ogni volta che ci troviamo davanti ad un trigger, indipendentemente dal fatto che ci sentiamo di agire compulsivamente oppure no.

Sex Addicts Anonymous, p. 146 (p. 68 edizione inglese)

Prendere l’abitudine di rimanere in contatto attraverso l’uso regolare del telefono può essere una risorsa enorme nella mia cassetta degli attrezzi per il recupero. Con un’abitudine consistente nelle telefonate ad alcuni membri in recupero, sviluppo una rete di supporto di cui ho bisogno nella mia vita recuperata. Durante le situazioni difficili sarò più propenso ad alzare il telefono, fare una chiamata e a cercare il supporto di cui ho bisogno per impedirmi di entrare in comportamenti da dipendente a causa di una situazione innescante (trigger).

Oggi mi impegnerò a fare tre telefonate ai membri della fratellanza.

4 maggio

Ogni gruppo non ha che un unico solo scopo principale: portare il messaggio al dipendente sessuale che ancora soffre.

Sex Addicts Anonymous, p. 181 (p. 84 versione inglese)

Man mano che percorro il recupero, è facile dimenticare il nostro scopo primario. Ci sono dei giorni in cui il mio cerchio intermedio mi seduce come la canzone di una sirena a dormire negli abissi del mio cerchio interno, attraendomi ad agire compulsivamente. Ci sono anche giorni in cui mi sento coinvolto nei miei doveri come segretario del mio gruppo locale. Altri giorni mi ritrovo coinvolto nelle attività e progetti del mio intergruppo.

Mi immergo così tanto nel mio recupero o nelle attività quotidiane da dimenticare lo scopo primario: portare il messaggio al dipendente sessuale che ancora soffre. Non vorrei che nessun altro dipendente patisse la devastazione che mi ha soggiogato per anni.

Nelle riunioni ho sentito dire che il nuovo arrivato è la persona più importante nella stanza. Periodicamente ho bisogno di soffermarmi e chiedermi se sto rendendo il messaggio di recupero di SAA comprensibile e accessibile ai nuovi arrivati. Ho anche bisogno di contribuire ad un’atmosfera accogliente che faccia desiderare ai membri di restare, condividere, ritornare ogni settimana, lavorare i Passi con uno sponsor e impegnarsi nel proprio recupero.

Cosa posso fare oggi per tendere la mano ad altri sesso dipendenti in cerca di aiuto?