30 maggio

Possiamo accettare e utilizzare questo Potere Superiore, per trovare la libertà dalla dipendenza, anche se non lo comprendiamo totalmente. La nostra convinzione che il recupero sia possibile ci dà la forza di agire, e quindi siamo pronti per il Terzo Passo.

Sex Addicts Anonymous, p 51 (p. 28 dell’edizione inglese)

Quando ho sentito per la prima volta il concetto di sanità mentale nel Secondo Passo, ero scettico. Non riuscivo a comprendere l’idea di poter essere riportato a qualcosa che ero abbastanza sicuro di non aver mai avuto e di non poter definire.

Lavorare formalmente al Secondo Passo, più volte (dopo ogni ricaduta) e praticare regolarmente questo Passo, mi ha dimostrato che ciò che ritenevo complicato e improbabile è davvero molto semplice quando accetto quanto segue come vero:

1) Dio esiste davvero.

2) Dio si interessa davvero di me.

3) Dio è in grado di riportarmi alla sanità mentale.

4) Dio vuole riportarmi alla sanità mentale.

5) La sanità mentale è possibile in questo mondo.

6) Sono degno di essere riportato alla sanità mentale.

7) Sono disposto a credere e disposto ad essere riportato alla sanità mentale.

Sono grato oggi. Sono ancora un’opera in divenire (work in progress), ma a causa del Secondo Passo, vengo riportato alla sanità mentale da un amorevole Potere Superiore.

Ho motivo di essere grato oggi.

29 maggio

Guardare dentro di me e accettare le diverse parti (a volte frammenti) di me stessa invece che vedere quello che gli altri pensano di me, è stato un processo importante. So di essere spiritualmente stabile quando sono in grado di essere me stessa ed essere presente sia con i miei sentimenti sia con ciò che mi si presenta, non importa che cosa sia. In quei momenti i miei pensieri vedono me stessa come una cara amica.

Sex Addicts Anonymous, p 66 Storia n. 5 “I suoi sogni diventano realtà” (p. 130 dell’edizione inglese)

L’Undicesimo Passo ci incoraggia a meditare. Ci sono molti modi per meditare, ma coloro che meditano ci dicono che è un fondamento per la salute spirituale e il percorso verso la vera pace e felicità.

Meditare significa essere connessi e presenti in una realtà vicina. Niente fantasie, per favore. Nessuna grandiosa delusione su quanto sono potente. Nessuna conclusione auto-giudicante sulla vergogna dell’azione compulsiva.

La meditazione è una pratica, un comportamento. Il suo potere non deriva da ciò che faccio, ma dall’essere immobile e aperto a ciò che è: un mondo molto lontano dalle convinzioni e dalle paure che hanno guidato la mia dipendenza. E hanno ragione; posso trovare pace.

La dipendenza è un’azione insensata. La meditazione è una quiete piena di significato.

28 maggio

Nel valutare il nostro programma, in definitiva ci chiediamo se il recupero è la nostra più alta prorità.

Sex Addicts Anonymous, p. 144 (p. 68 dell’edizione inglese)

Non c’è bisogno di aspettare una ricaduta per rivalutare il nostro programma. In qualsiasi momento, l’autocompiacimento potrebbe stabilirsi come una nuvola, lasciando i nostri pensieri alla deriva. Forse potremmo essere vittime del tran tran quotidiano e perdere di vista quello di cui abbiamo bisogno per essere produttivi.

In ogni caso, persino il minimo tentativo di diventare più centrati e grati, mentre chiediamo al Dio della nostra concezione cosa dovremmo fare oggi per continuare a migliorare il nostro recupero, ci porterà indietro nel posto dove Dio e il nostro programma hanno la massima priorità.

Oggi chiederò onestamente al mio Potere Superiore se sto facendo del mio programma la massima priorità e attenderò l’amorevole e onesta risposta.

27 maggio

I comportamenti che scriviamo all’interno dei cerchi non rimangono lì per sempre.

Sex Addicts Anonymous, p. 25 (p. 16 dell’edizione inglese)

Una volta, mentre ero seduto tranquillo a pregare aspettando una qualche sorta di risposta, mi sono reso conto di essere inquieto per il messaggio che avrei potuto ricevere. Le mie preghiere riguardavano comportamenti che stavano diventando un problema nella mia vita e il cambio di atteggiamento nel mio recupero di cui avevo bisogno per affrontarli.

Ho passato in rassegna i miei cerchi con il mio sponsor. Sembrava strano che io dovessi rivederli. La mia reazione emotiva a quell’idea era la resistenza; potrebbe richiedere del lavoro.

All’inizio del mio recupero, ero disposto a fare dei cambiamenti che mi avessero sollevato dal dolore che provavo. Le conseguenze peggiori della mia dipendenza diminuirono quando divenni astinente dai comportamenti del mio cerchio interno; ma senza gli imminenti disastri che hanno motivato i miei cambiamenti precedenti, diventai compiacente. Man mano che la mia consapevolezza cresceva, dei comportamenti che non avevo messo nel cerchio interno diventarono discutibili alla luce degli effetti che essi stavano avendo.

La mia prima azione fu di dare un nome a quei comportamenti e riconoscendo quelli che, per lo meno, sollevavano degli interrogativi. Ho pregato a riguardo e poi ho sollevato la questione col mio sponsor man mano che rivedevamo i miei cerchi. Rivedere i miei cerchi con lo sponsor è un modo per avere delle indicazioni sui quei comportamenti in dubbio, e il processo li porta fuori alla luce del giorno.

Sarò onesto col mio sponsor. Condividerò quei comportamenti che mi sollevano dubbi.

26 maggio

Cambiare le vecchie routine associate alla nostra dipendenza è uno strumento importante per rimanere sobri.

Strumenti del Recupero (Tools of Recovery), p. 13 edizione inglese

Una volta che inizio ad agire compulsivamente, sono nella parte rettiliana del mio cervello, la parte egoista che vuole solo ciò che vuole. È impossibile fermarsi. Prima di iniziare, tuttavia, ho ancora una possibilità. In quel momento, devo riconoscere la bugia che agire compulsivamente mi darà quello che voglio. La verità è che non mi piacerà l’atto, o me ne pentirò profondamente in seguito, o entrambi.

Quando ero sobrio per la prima volta, mi esercitavo a ricordare quanto mi faceva sentire male agire compulsivamente. Di solito, la prima cosa che facevo prima di agire compulsivamente era chiudere le veneziane, quindi mi esercitavo a farlo mentre pensavo agli effetti negativi della mia dipendenza. Alla fine l’abbinamento di queste due attività ha dato i suoi frutti. Non appena pensavo di chiudere le tende, lo collegavo agli effetti della mia azione compulsiva.

Non è una cura, ma è uno strumento. Mi dona un prezioso momento di lucidità prima di una mossa potenzialmente insensata e pericolosa. Il desiderio di agire compulsivamente potrebbe manifestarsi per il resto della mia vita. Non ho il controllo sui pensieri che mi vengono in mente, ma posso scegliere se credere o intrattenermi con quei pensieri.

Oggi non credo più alla voce del dipendente nella mia testa. Invece mi rivolgo al mio Potere Superiore, ai miei amici nel programma e alla mia stessa saggezza.

25 maggio

Il cambiamento avviene secondo i tempi di Dio e non i nostri.

Sex Addicts Anonymous, p. 88 (p. 44 dell’edizione inglese)

Appena completato il Sesto Passo, sono rimasto lì con la mia lista di difetti di carattere in mano, che mi fissavano come se fossero veleni di cui non potevo liberarmi tanto velocemente. Mi sono inginocchiato e ho chiesto al mio Potere Superiore di rimuovere questi difetti. Ho chiesto loro di essere rimossi in modo che potessi essere al servizio degli altri. Mi alzai sulle ginocchia e andai avanti con la mia giornata.

La mattina successiva, ho pregato di nuovo che questi difetti fossero rimossi e ho continuato a ripetere il processo ogni giorno. Entro una settimana, ho notato che alcuni difetti di carattere non erano una grande difficoltà, mentre altri mi affliggevano ancora quasi quotidianamente. Presto, ho iniziato a dubitare di come avrei potuto essere utile a qualcuno mentre lottavo così tanto con i miei difetti di carattere. Perché il mio Potere Superiore non li stava rimuovendo tutti?

Poi un giorno, onestamente, ho condiviso con uno sponsee queste difficoltà. Questo ha aperto la conversazione a un dialogo molto vulnerabile. Ho imparato una lezione molto importante. Posso portare il messaggio lavorando al mio programma e rimanendo sobrio. Ma a volte posso essere utile proprio grazie alle mie difficoltà, non perché le ho superate.

Oggi posso ammettere i miei successi e le mie difficoltà in modo da poter essere veramente al servizio degli altri.

24 maggio

Per grazia di Dio, non devo più ricadere sui miei vecchi modi di pensare.

Sex Addicts Anonymous, p. 369, storia 37 (p. 284 dell’edizione inglese)

Troppo a lungo, in ogni caso.

Posso stancarmi di essere un adulto responsabile. Voglio rinunciare a prendere decisioni per me e per gli altri. Voglio che qualcun altro mi dica cosa fare. Non è che ci sia qualcosa di sbagliato. E’ soltanto che mi stanco. E poi, potrei precipitare in un buco. Ma io sono un dipendente dal sesso e quando cado in quel buco, la mia dipendenza si rinvigorisce. Comincio a fantasticare, a mangiare troppo, a perdere la mia concentrazione spirituale e a ridurre le chiamate in programma e il lavoro sui passi.

Nel buco sono tentato di usare la forza di volontà per costringermi a uscire, ma non funziona. Semplicemente ricado dentro. Ho dovuto imparare ad arrendermi e lasciare che il mio Potere Superiore mi guidasse fuori.

La resa inizia ammettendo a me stesso la mia stanchezza nell’essere adulto (lasciando andare il mio giudizio personale). Quindi riconosco le mie emozioni “del buco”: tristezza, solitudine, disperazione e paura (lascio andare l’evitamento di me stesso). Alla fine, chiedo al mio Potere Superiore di insegnarmi e guidarmi attraverso questo buco (lasciando andare l’autosufficienza). A quel punto trovo la mia giusta dimensione e presto ritorna la mia maturità.

I buchi sono delle opportunità che ha il mio Potere Superiore di insegnarmi e rieducarmi sul lasciar andare, lezioni che ho trasmesso ad altri nel recupero.

Anche se cado in un buco, può essere un passo verso l’apprendimento e verso la guarigione.

22 maggio

Mettevamo spesso la nostra dipendenza al primo posto ed il resto in secondo piano.

Sex Addicts Anonymous, p. 45 (p. 25 dell’edizione inglese)

Dio è sempre stato il mio Potere Superiore di riferimento. Durante la mia adolescenza sono giunto a credere che Dio non fosse esattamente ciò che qualunque religione mi aveva portato a credere, e che questa conoscenza fosse qualcosa unicamente mia. Tuttavia, dopo essere entrato nel programma mi ci volle un po’ per realizzare che, anche se avevo questa credenza radicata, il mio Potere Superiore spirituale è stato per molti anni e persino decenni la mia dipendenza.

Come iniziai a lavorare i Passi e a capire come applicarli nella mia vita, ho iniziato a vedere come la mia dipendenza avesse lavorato sodo per nascondere l’esistenza del mio vero Potere Superiore. L’elemento chiave del Secondo Passo è sempre stato “possa ricondurci alla ragione”. I miei altri poteri superiori professavano e possedevano l’abilità di fare tante cose, ma mi facevano impazzire, perdere e ammalare.

Anche se ho fatto progressi considerevoli nel riconnettermi al mio centro spirituale, so di avere molta strada da fare. Non sono da solo e non ho bisogno di affrontare le difficoltà della vita senza alcun supporto. Al mio viaggio si aggiungono l’esperienza, la forza e la speranza dei miei fratelli e sorelle nel recupero. Sono più disposto ad arrendermi perché la mia esperienza personale mi ha dimostrato che l’unico modo per superare la mia malattia è lasciar andare.

So che fidandomi di un Potere più grande di me posso trovare un nuovo e miglior modo per affrontare la vita.

23 maggio

Scegliamo di stare in compagnia di persone che ci rispettano, si prendono cura di noi e ci trattano bene. Iniziamo a vedere la vita in termini di crescita, cambiamento e trasformazione.

Sex Addicts Anonymous, p. 124 (p. 59 dell’edizione inglese)

Il mio viaggio in SAA è stato, nonostante le sue numerose difficoltà e le sue apparenti battute d’arresto, una riscoperta della fede e della speranza. La verità è che io, che ho rinunciato a un dio benevolo e personale molto tempo fa, ora credo nella promessa e nel potere di una miracolosa redenzione.

Prima di entrare nel programma di SAA, giudicavo i predatori sessuali senza pietà. Meritavano, pensavo, solo la punizione più dura e assoluta. Poi una sera, un uomo, un gentiluomo in ogni senso della parola, che aveva distribuito medaglie di sobrietà al mio gruppo SAA, condivise che aveva sistematicamente molestato sua figlia. Sono rimasto a bocca aperta. Quest’uomo, che ero arrivato ad ammirare come una specie di nonno in SAA, ora era amato e ammirato da quella figlia e da me. In quel momento sono giunto a credere che la redenzione e persino i miracoli fossero possibili.

In seguito, ho appreso che storie di crescita e trasformazione così fantastiche sono all’ordine del giorno in SAA. In effetti, un altro ex molestatore sessuale è un membro del mio gruppo di feedback settimanale. È un mio mentore e un mio amico. Se tali miracoli e redenzione sono possibili per gli altri, allora forse lo sono anche per me. Sono sbalordito e tanto grato per le persone che frequento oggi.

Oggi posso credere nei miracoli e nella redenzione. La prova è nelle persone che frequento oggi.

21 maggio

Ottenere e mantenere l’astinenza dai comportamenti compulsivi del cerchio interno sono le fondamenta sulla roccia di tutta la crescita personale che ne seguirà.

I Tre Cerchi

L’unico requisito per appartenere a SAA è il desiderio di smettere i propri comportamenti compulsivi. Ad ogni modo, il motivo per cui mi unii a Sex Addicts Anonymous era proprio per smettere di agire compulsivamente. Nei primi giorni, Io come tanti altri, ebbi parecchie scivolate. Comunque, man mano che il tempo passava, ho acquistato l’astinenza dalle attività del cerchio interno tramite i Dodici Passi di SAA.

Lo slogan “Progresso, non perfezione” parla della mia crescita spirituale attraverso i Passi. Non è un modo occasionale per razionalizzare se agire compulsivamente nel corso degli anni. Essere gentile con me stesso non significa deludere me stesso. Un’astinenza duratura è raggiungibile, un giorno alla volta, attraverso i Dodici Passi di SAA. Senza questa astinenza non ho alcuna sicurezza; sono tuttora un dipendente sessuale che soffre in attesa di recuperarsi.

Avendo lavorato i Dodici Passi, conosco una libertà e una sicurezza che non mi sarei mai immaginato. Per me, questo sarebbe stato impossibile senza le solide fondamenta che mi sono state date dal raggiungere e mantenere l’astinenza dalle compulsioni del cerchio interno.

Sono onesto con me stesso sul Primo Passo? Ho ammesso di essere impotente di fronte alla compulsione e di dovermi arrendere definitivamente, un giorno alla volta? O mi sto illudendo che in qualche modo, un giorno, sarò in grado ancora una volta di farla franca con i comportamenti compulsivi?