9 giugno

L’importante è considerare con onestà la nostra dipendenza, e abbandonare l’idea di controllare il nostro comportamento con la forza di volontà o di gestire la nostra vita senza aiuto.

Sex Addicts Anonymous, p. 44 (p. 25 edizione inglese)

Una volta, dopo un incontro, qualcuno mi chiese: “Ti capita di provare la sensazione della sobrietà?”. Sentii una scossa, come uno schiaffo in faccia, eppure era completamente precisa. Avevo agito compulsivamente per settimane con l’illusione di fregare tutti e di non ferire nessuno. Certamente questo modo di pensare fa parte della malattia.

Fatta l’affermazione, ho realizzato che non stavo fregando nessuno affatto. Le persone sapevano quel che facevo pur coprendo le tracce delle mie azioni. Anche io lo sapevo. Cominciai a capire che l’inganno più grande era verso me stesso. Le bugie che mi raccontavo erano le basi della distruzione attorno a me.

Penso spesso a questa conversazione, e ringrazio profondamente quella persona. Potrebbe non essere stato facile da dire, e compresi che fu detto per amore. Un buon amico è quella persona che ti dà una svegliata, che fa una dichiarazione coraggiosa, che rimuove il vetro dell’inganno. Sono così grato di far parte di un’organizzazione che offre supporto incondizionato, il quale può includere un’onestà scomoda. Il vero amore non è un concetto nuovo, ed è vitale per il mio recupero.

Uno dei doni scaturiti dal frequentare le riunioni è l’onestà alla quale assisto e, in cambio, inizio a mettere in pratica l’onestà nella mia vita.

Se so essere onesto, allora sono sulla giusta strada.

8 giugno

Se affrontiamo i nostri problemi con onestà, e siamo disposti a cambiare, i Dodici Passi di SAA ci porteranno ad avere una consapevolezza che ci permetterà di vivere una nuova vita secondo principi spirituali.

Sex Addicts Anonymous, p. 33 (p. 20 edizione inglese)

La volontà è un fattore essenziale per il dipendente alla ricerca del recupero. Con la disperazione in una mano e la speranza nell’altra, solitamente la volontà deve precedere le azioni suggerite nei Dodici Passi.

Potremmo essere motivati a compiere determinate azioni, ma potremmo non essere disposti per via della paura, di un costo anticipato, o altre circostanze. La volontà è la forza motrice che trasforma un’idea, un concetto, un desiderio o un’intenzione in un’azione; alimenta la resa, le credenze, le decisioni, e le azioni che prendiamo lavorando i Dodici Passi alla ricerca del nostro recupero.

Il programma di recupero dei Dodici Passi potrebbe essere pensato come una doppia pista: un lato in ingresso e un lato in uscita. La volontà è la porta che conduce al lato d’ingresso; alimenta le nostre azioni. E’ l’elemento scatenante di ciò che bisogna fare per poter sperimentare il recupero.

La seconda è il lato in uscita. E’ la trasformazione che solo Dio può darci. Possiamo essere volenterosi. Possiamo lavorare i Passi. Ma è nella fiducia in Dio per il risultato che possiamo trovare un risveglio spirituale che sfocia nel vero recupero.

Quando sono disposto a percorrere qualsiasi distanza, per fare quel che posso fare, Dio farà per me ciò che non sono riuscito a fare da solo.

7 giugno

La risposta positiva o negativa, di una persona in particolare, non è un metodo di misura per capire se stiamo facendo bene le nostre ammende. Il successo sta nella nostra onestà e precisione che usiamo nel riparare i torti fatti.

Sex Addicts Anonymous, p. 99 (p. 49 edizione inglese)

Oggi ho ricevuto una lettera dai miei. È un miracolo che io e i miei genitori comunichiamo, poiché la mia infanzia è stata piena di abusi sessuali, spirituali e fisici dilaganti. Ho passato un decennio senza parlare con loro. Inutile dire che ho dovuto affrontare e lasciare andare i miei risentimenti e le mie paure. Anche adesso sono ancora accusato di aver infranto il segreto di famiglia, di aver gettato vergogna sulla famiglia. Sono incasellato come la proverbiale pecora nera.

Mentre lavoro attivamente ai Dodici Passi, faccio continuamente ammende viventi. Da ragazzo osservavo gli uomini costruire un ponte sul fiume Ohio. Per un periodo di sei mesi ho guardato con stupore come due squadre su lati opposti costruivano rampe di terra, gettavano i piloni e si incontravano abilmente nel mezzo per completare il ponte.

Le ammende sono così per me. Sono responsabile solo della costruzione della mia metà del ponte. Poi mantengo continuamente la mia metà, indipendentemente dal fatto che l’altra persona costruisca la sua metà o meno. Penso che sia mia responsabilità tirare a lucido la mia metà del ponte, in modo che, se mai prenderanno in considerazione l’idea di iniziare la loro metà, sapranno che non sono state solo parole da parte mia. Sapranno che lo intendevo perché lo sto vivendo.

Sto costruendo il mio lato del ponte o aspetto che altri gettino il primo pilone?

6 giugno

Così invece di lottare contro le difficoltà della nostra vita come se fossimo da soli cercando di cavarcela senza aiuto, condividiamo i nostri pensieri ed emozioni con il nostro Potere Superiore.

Sex Addicts Anonymous, p. 116 (p. 56 edizione inglese)

A volte possiamo essere ostacolati nell’accettare e compiere la volontà di Dio per noi perché ci sentiamo indegni, proviamo vergogna o ci sentiamo in difetto. Il nostro comportamento da dipendenti ha rafforzato il nostro senso di vergogna e indegnità. A loro volta, queste convinzioni negative ci hanno reso più vulnerabili a scivoloni o ricadute.

Sono incline alla vergogna e ho passato molto tempo a prendermi a calci per i miei errori. Altre persone mi dicono che ho talento e che mi vedono come una brava persona, ma trovo difficile accettare le loro parole.

È più facile per me consegnare questi pensieri e convinzioni negativi su me stesso quando li porto nella preghiera. Poiché queste convinzioni sono profondamente radicate e cariche di emozioni, cerco di procedere lentamente, una convinzione alla volta. Ad esempio: “Dio, sono arrivato a credere di essere difettoso e di non poter mai essere all’altezza degli altri. È vero? Cosa vorresti che sapessi?”

A volte non mi viene niente. Se mi vengono dei pensieri, cerco di scriverli senza analizzarli o giudicarli. Mentre rileggo ciò che ho scritto, diventa più chiaro se i miei pensieri sono venuti dal mio Potere Superiore, da me stesso o da una combinazione di ciascuno di essi. Spesso sono sorpreso e sollevato da ciò che scrivo e mi ritrovo a tornare su queste parole nei momenti di sconforto.

Oggi permetterò a Dio di dire la verità ad alcune aree del mio pensiero negativo.

5 giugno

Molti di noi hanno capito che è meglio fare degli interventi automatici invece che provare a valutare se siamo a rischio di ricaduta. Possiamo fare una telefonata ogni volta che ci troviamo davanti ad un trigger, indipendentemente dal fatto che ci sentiamo di agire compulsivamente oppure no.

Sex Addicts Anonymous, p. 146 (p. 68 edizione inglese)

Prendere l’abitudine di rimanere in contatto attraverso l’uso regolare del telefono può essere una risorsa enorme nella mia cassetta degli attrezzi per il recupero. Con un’abitudine consistente nelle telefonate ad alcuni membri in recupero, sviluppo una rete di supporto di cui ho bisogno nella mia vita recuperata. Durante le situazioni difficili sarò più propenso ad alzare il telefono, fare una chiamata e a cercare il supporto di cui ho bisogno per impedirmi di entrare in comportamenti da dipendente a causa di una situazione innescante (trigger).

Oggi mi impegnerò a fare tre telefonate ai membri della fratellanza.

4 maggio

Ogni gruppo non ha che un unico solo scopo principale: portare il messaggio al dipendente sessuale che ancora soffre.

Sex Addicts Anonymous, p. 181 (p. 84 versione inglese)

Man mano che percorro il recupero, è facile dimenticare il nostro scopo primario. Ci sono dei giorni in cui il mio cerchio intermedio mi seduce come la canzone di una sirena a dormire negli abissi del mio cerchio interno, attraendomi ad agire compulsivamente. Ci sono anche giorni in cui mi sento coinvolto nei miei doveri come segretario del mio gruppo locale. Altri giorni mi ritrovo coinvolto nelle attività e progetti del mio intergruppo.

Mi immergo così tanto nel mio recupero o nelle attività quotidiane da dimenticare lo scopo primario: portare il messaggio al dipendente sessuale che ancora soffre. Non vorrei che nessun altro dipendente patisse la devastazione che mi ha soggiogato per anni.

Nelle riunioni ho sentito dire che il nuovo arrivato è la persona più importante nella stanza. Periodicamente ho bisogno di soffermarmi e chiedermi se sto rendendo il messaggio di recupero di SAA comprensibile e accessibile ai nuovi arrivati. Ho anche bisogno di contribuire ad un’atmosfera accogliente che faccia desiderare ai membri di restare, condividere, ritornare ogni settimana, lavorare i Passi con uno sponsor e impegnarsi nel proprio recupero.

Cosa posso fare oggi per tendere la mano ad altri sesso dipendenti in cerca di aiuto?

3 giugno

Con questo passo riconosciamo di avere una malattia e non una semplice debolezza o difetto di carattere, e che siamo impotenti di cambiare questo fatto.

Sex Addicts Anonymous p. 39, (p. 11 dell’edizione inglese)

La vergogna mi dice che ho il potere di controllare la mia dipendenza, ma che non uso quel potere perché sono una persona cattiva, garantendo un circolo vizioso senza fine.

Il Primo Passo è l’inizio della fine della mia vergogna. Ammettendo di essere impotente sfato la bugia che potrei controllare la mia dipendenza soltanto se fossi una persona migliore. L’impotenza mi consente di vedere la verità: la mia dipendenza è una malattia progressiva che influenza la mia mente, il corpo, e lo spirito. Non posso controllare la malattia con la sola forza di volontà più di quanto lo possa fare una persona col cancro o il Parkinson. Nessuno li giudica per non riuscirci. La mia malattia porta via la mia facoltà di scegliere quando si tratta di pensieri sessuali, sentimenti e comportamenti.

L’impotenza permette di cambiare il paradigma da quello di essere una persona cattiva che ha bisogno di essere brava, a quello di essere una persona malata che sta guarendo attraverso i Dodici Passi di Sex Addicts Anonymous. La malattia non è mai rimossa, ma un giorno alla volta i sintomi (comportamenti sessuali nocivi) sono sollevati, e posso cominciare a vivere una vita significativa, una vita nella quale non sono più solo.

Non sono una persona cattiva, indegna o debole. Sono soltanto un essere umano con una malattia. SAA offre un rimedio a quella malattia se sono disposto a usarlo.

La medicina è proprio qui.

2 giugno

Come dipendenti dal sesso, siamo particolarmente inclini all’isolamento. Molti di noi hanno agito da soli o in segreto.

Sex Addicts Anonymous, p. 11 dell’edizione inglese

Mia moglie mi ha chiesto molte volte “Perché non hai amici?” Tentavo di depistarla dicendo che i miei amici non abitavano vicino. Erano i miei amici del college di vent’anni fa. Vivevano in continenti diversi, sulle isole del Pacifico o ne avevo perso le tracce. Le mie prove erano le cartoline di Natale o i calendari che alcuni di loro mi avevano inviato.

La verità era che mi sentivo più a mio agio da solo o con il mio cane. Durante il mio recupero, ho iniziato a notare che stavo rifiutando gli inviti degli altri a fare cose che avevamo in comune, come fare una gita fotografica. Quando mia moglie programmò un evento familiare, scoprii di essere pieno di ansia e di non voler andare con lei. Riflettendo, mi sono chiesto se avessi perso la capacità di stringere nuove amicizie.

Come iniziai a recuperarmi, una parte di me si è svegliata dal coma solitario. Ho iniziato a desiderare di creare amicizie, di uscire di casa e di allontanarmi dall’ipnosi della TV. All’inizio è stato imbarazzante e scomodo per me provare questi nuovi comportamenti, ma grazie all’amorevole fratellanza di SAA e agli strumenti che mi hanno insegnato ora ho nuovi amici.

Uno dei risultati del mio recupero è l’inversione dell’isolamento. Questo beneficio inaspettato mi porta gioia e serenità perché ora posso condividere la mia vita con gli altri.

1 giugno

La dipendenza sessuale è una malattia che colpisce mente, corpo e spirito. E’ progressiva, i suoi comportamenti e le sue conseguenze tendono a diventare più gravi con il passare del tempo.

Sex Addicts Anonymous, p 9 (p. 2 dell’edizione inglese)

Ogni mattina cerco di contare le mie benedizioni e di pensare per cosa devo essere grato in questa vita. In cima alla lista troverai sempre SAA e la sobrietà sessuale. La mia sobrietà è il dono di un’opportunità: l’opportunità di vivere una vita normale. Tuttavia, la mia gratitudine per la mia astinenza va ben oltre questo. Perché, proprio come la mia sobrietà sessuale contiene i semi di una vita normale e persino gioiosa, così il mio agire compulsivamente conteneva i semi della sua natura progressiva. Se non mi fossi fermato quando l’ho fatto, chissà come sarebbe progredita la mia malattia.

Sono uno dei fortunati. Ho trovato SAA e mi sono dedicato a questo semplice programma. Senza di essa, sarei un individuo isolato, probabilmente con inclinazioni suicide, ai margini della società e odiandomi per quello che ero diventato, con uno spirito e una mente malati, e forse un corpo malato. Ma il paradosso di SAA è che, dalla sconfitta totale, può arrivare la vittoria, grazie al Primo Passo e agli undici passi successivi. Proprio come la mia malattia sarebbe progredita, così ora la mia gratitudine può progredire. Ogni anno mi allontano sempre di più dalla persona che ero diventato: l’unico requisito è cercare di applicare alcuni semplici principi spirituali.

Aiutami a ricordare che l’astinenza è un dono del mio Potere Superiore e tutto ciò che devo fare è arrendermi. Aiutami a essere grato di essere sessualmente sobrio solo per oggi.

31 maggio

Quando mi succede, mi fermo un attimo, faccio un bel respiro profondo e penso, <<Oh giusto, non si tratta di me>>. In questo modo, posso ricominciare la mia giornata ogni volta che voglio.

Sex Addicts Anonymous, p 456 Storia n. 45 “I passi verso la libertà” (p. 326 dell’edizione inglese)

Prima ancora di inginocchiarmi stamattina, mi sono reso conto di che la mia testa era già partita, a correre sulla vecchia pista della mia mente. Nel tempo che c’è voluto per preparare un caffè, far uscire il cane e iniziare la mia preghiera, avevo usato due volte la regola dei tre secondi, avevo ripassato mentalmente gli eventi di ieri e avevo iniziato a ossessionarmi. Ero già concentrato su me stesso: i miei problemi, il mio ego, a modo mio.

Delicatamente, ho sentito Dio che mi chiamava di nuovo sulla linea di partenza. Va bene, una falsa partenza. Proviamo di nuovo. Ho pregato: “Aiutami a fissare i miei occhi su di te. Aiutami a correre questa corsa chiamata vita secondo la tua volontà e non la mia. Metti le cose che contano al primo posto nella mia mente e nel mio cuore. Lascia che l’amore sia il mio carburante oggi. ” Sono diventato “aperto a fare nuove scelte … alla luce dell’amore e della cura trasformanti del mio Potere Superiore … una strada di gentilezza e compassione”.

Poi ho chiesto come farlo oggi. Il messaggio era semplicemente quello di essere più presente con la persona con cui mi trovavo. Ho letto un passaggio familiare sull’amore, che mi ha ricordato l’inventario del Quarto Passo. Anche se non ero ancora lì, sapevo che il mio Potere Superiore stava già iniziando a guidarmi in questa nuova gara fuori pista – una corsa di lunga distanza, di resistenza, non uno sprint – qualcosa di molto meglio di qualsiasi cosa potessi immaginare. Con Grazia, posso far sì che oggi funzioni. Ho bevuto l’amore come carburante ed ero fuori di testa.

Dio, nella corsa che mi è stata proposta oggi, mostrami come gestirla a modo tuo, sulla via dell’amore.