6 febbraio

Imparare a cercare la volontà del nostro Potere Superiore attraverso la coscienza di gruppo richiede tempo, pazienza e buona volontà. L’amore è la forza che guida la nostra attività di servizio, al contrario dei metodi a noi familiari basati sul potere e controllo.

Sex Addicts Anonymous, p. 171 (p. 80 inglese)

Per me, le riunioni di coscienza di gruppo sono una parte importante di un gruppo. Durante uno dei miei primi incontri di coscienza di gruppo, il nostro gruppo ha discusso un’idea che pensavo avrebbe permesso ai nuovi arrivati di trovare più facilmente le nostre riunioni. Abbiamo votato, ma la mozione non è stata approvata. Mi sentivo deluso e pensavo che stessimo negando ai dipendenti un’opportunità di aiuto, ma sapevo che sarebbe stato tutto a posto.

Inoltre, il mio sponsor mi ha detto che avrebbe continuato a partecipare alla riunione perché aveva bisogno della riunione più di quanto la riunione avesse bisogno di lui. Per me, questo è stato un esempio di resa mettendo prima il gruppo e poi lasciando che Dio operi attraverso i nostri gruppi. È importante per me parlare della mia coscienza e permettere agli altri di fare lo stesso. Se è la cosa giusta da fare, alla fine sarà evidente.

Trovo le coscienze di gruppo gratificanti perché sento anche un legame più profondo con altri dipendenti sessuali ini recupero e con la fratellanza nel suo insieme. Inoltre, sento che un Dio amorevole è la massima autorità.

Concedimi il coraggio di dire la verità come la vedo io e la serenità di lasciare che gli altri facciano lo stesso.

5 febbraio

Quando giudico qualcuno non sento pace, perciò continuo a rimanere concentrato nel compilare il mio inventario invece di farne uno per qualcun altro.

Sex Addicts Anonymous, Storia di recupero n. 45 I passi verso la libertà, p. 455 (p. 326 inglese)

Quando il mio sponsor mi ha incoraggiato a scrivere in un diario i difetti di cui ero meno disposto a sbarazzarmi, ho subito identificato dei pensieri ipercritici. Sono sempre stato fiero di non aver pazienza con le persone che pensano che le regole non si applichino a loro. Il bello di questo erroneo modo di pensare è che sono io l’unico arbitro delle motivazioni altrui.

Un giorno durante il traffico, un conducente davanti a me aveva svoltato a sinistra quando c’era insegna con il divieto di svoltare a sinistra. Ho iniziato subito a giudicare. Sono stato giustamente indignato per giorni. La rabbia e il senso di superiorità tornavano ogni volta che superavo l’incrocio.

Discutendone con il mio sponsor e altri, ho riconosciuto che il conducente dell’auto era probabilmente una brava persona che aveva semplicemente commesso un errore. Lo sa il cielo che non voglio essere giudicato solo per i miei errori!

Se esprimo giudizi e disprezzo gli altri, perdo l’umiltà, mi isolo e non lascio spazio all’empatia, alla comprensione, al perdono o all’amore. Ora ho gli strumenti. La Preghiera della Serenità e il Terzo Passo mi ricordano su cosa ho effettivamente il controllo. Il mio Quinto e Ottavo Passo mi impediscono di diventare troppo ipocrita. La gentilezza e l’accettazione che ho sperimentato in SAA mi ricordano il potere dell’amore.

Grazie per avermi mostrato un altro modo.

4 febbraio

Mentre sono in preda a tensione, ansia o impulsi sessuali insistenti, alcuni trovano utile recitare la Preghiera della Serenità più e più volte.

Strumenti di recupero, p. 17

Ho cominciato a meditare anni prima di diventare sobrio. Ho studiato con discepoli e praticanti, ho partecipato a ritiri di silenzio e spirituali, a sedute di zendo, ashram e capanne sudatorie. Nel frattempo agivo compulsivamente.

Ho usato la meditazione per sfuggire all’ansia e cancellare il fatto che non ero felice della mia vita o a mio agio nella propria pelle. Una volta, seduto davanti a un maestro rispettabile, mi è stato detto: “Ti sforzi eccessivamente, troppo stretto sulla sella”. Non sapevo cosa farne, ma sentivo che era vero. È stato solo quando ho toccato il fondo che la via è stata sgombrata e ho scoperto SAA.

Quando sono arrivato alle riunioni, circondato da compagni di sofferenza, ero pronto a imparare e a recitare la Preghiera della Serenità. Ci sono stati dei momenti durante i primi periodi di sobrietà in cui provavo un tale dolore che stentavo a ricordare le parole. Ci sono state volte in cui ho recitato la preghiera dozzine di volte di seguito solo per esorcizzare per la prima volta nella mia vita la paura e la strana sensazione di vivere con l’etichetta di un dipendente in recupero. Ma la preghiera ha un contesto. La compagnia di altri dipendenti e il dirla insieme le conferiscono un potere e un significato oltre i miei sogni più fantastici. Adesso, quasi dodici anni dopo, il potere della serenità è una costante nella mia vita.

Signore, concedimi la serenità.

3 febbraio

Un importante punto di svolta nel mio recupero è avvenuto quando ho affrontato e ho accettato il dolore causato dal vuoto che sentivo dentro di me, un vuoto che avevo cercato di riempire in diversi modi.

Sex Addicts Anonymous, p. 65 (p. 130 inglese)

Ero sicuro che, dopo aver lavorato con difficoltà il Quarto Passo, il Quinto passo sarebbe stato meno doloroso. Una volta ultimato, il Quarto Passo scoprì e portò a galla emozioni sconvolgenti, emozioni che ero riuscito a isolare con successo in un evitamento incondizionato. Ringrazio Dio per il mio sponsor, il quale mi ha guidato attraverso questa personale agitazione con grazia, chiarezza e senso di prospettiva. Non avevo idea che lavorando questi Passi avrei riscoperto me stesso ad un livello di continuo miglioramento dell’integrità e di diminuzione della vergogna.

Molti anni di dipendenza e autolesionismo mi hanno portato a crogiolarmi nell’autocommiserazione, nella presunzione e un cerchio senza fine di autocritica. Ironicamente, sono i riflessi e i ricordi dei miei comportamenti più spregevoli e vergognosi che mi hanno permesso di diventare più gentile con me stesso. Confidare questi particolari terribili del mio passato con altri ha aperto la porta verso un percorso onesto e vigile. Non vivo più nella vergogna. Sono amato e accettato dal mio sponsor e dai miei fratelli e sorelle nel recupero. Posso abbracciare la volontà di Dio con una fede rinnovata che ogni giorno porta l’opportunità di scoprire un nuovo passato.

Mentre guardo indietro il mio passato da quando sono entrato in SAA, mi sento orgoglioso della persona che sono diventato ed emozionato delle nuove relazioni che ho creato. Non c’è nulla di più importante del rapporto con Dio.

Che tu possa trovare Dio adesso!

2 febbraio

I confini possono anche essere dei limiti che fissiamo e manteniamo con altre persone nella nostra vita. Impariamo a far sapere agli altri come desideriamo essere trattati e quali tipi di comportamenti noi possiamo accettare e quali no. Se non accettiamo la nostra responsabilità personale nello stabilire e mantenere dei limiti sani nelle nostre relazioni, corriamo il rischio di nutrire risentimenti o di assumere il ruolo della vittima.

Sex Addicts Anonymous, p. 135 (p. 64 inglese)

Non è facile per me superare i miei limiti. Da quel doloroso primo momento in cui mi fu detto di no, il mio mondo sembrava più piccolo, limitato. Non mi sentivo più pienamente libero o completamente responsabile.

Col tempo anch’io ho imparato ad essere in grado di stabilire dei limiti. Dicendo di no, definisco ciò che mi piace e ciò che non mi piace, i miei principi, i miei valori, me stesso. Paradossalmente, è soltanto quando dico di no che posso dire liberamente sì. Dei sani limiti e restrizioni mi rendono libero di esplorare il mondo in sicurezza.

Che io possa rispettare i miei propri limiti e quelli degli altri. Che io possa trovare una nuova libertà e sicurezza.

1 febbraio

So di essere spiritualmente stabile quando sono in grado di essere me stessa ed essere presente sia con i miei sentimenti sia con ciò che mi si presenta, non importa che cosa sia.

Sex Addicts Anonymous, p. 66 Storia di recupero n. 5 I suoi sogni diventano realtà (p. 130 inglese)

I sentimenti sono reali, ma non sono necessariamente conseguenza della verità. Questo promemoria è stato utile quando emozioni potenti come risentimento, paura, solitudine, vergogna o disprezzo per me stesso mi hanno portato nella direzione di agire compulsivamente. Eppure agire compulsivamente non è mai un’opzione valida.

In questo momento, qualsiasi sensazione può essere così intensa e pervasiva che sembra essere tutto il mio mondo, la mia intera percezione della realtà. Uno slogan familiare dei programmi dei Dodici Passi mi ricorda che “Anche questo passerà”. Se posso fermarmi un momento e chiedere la grazia di Dio, allora posso scegliere la sobrietà e il recupero.

I Passi Dieci, Undici e Dodici mi sostengono durante l’assalto di emozioni forti. Fare l’inventario personale mi aiuta a mantenere le cose in equilibrio. Immergermi nella presenza del mio Potere Superiore attraverso la preghiera e la meditazione mi ricentra. Impegnarmi nel servizio sposta la mia attenzione verso l’esterno. Soprattutto, ogni passo mi mantiene sano e sobrio.

Posso fare un regalo a me stesso e al mondo praticando il mio recupero oggi.

31 gennaio

Chiediamo e accettiamo aiuto, ci rivolgiamo regolarmente ad altri dipendenti in recupero, invece di vivere nel segreto.

Sex Addicts Anonymous, p. 58 (p. 31 inglese)

I segreti possono essere devastanti per la mia sobrietà sessuale e relazionale. Possono essere una porta di servizio attraverso la quale possono passare i mali della mia dipendenza. Quando comincio a essere selettivo sulle informazioni che condivido con il mio sponsor, mi preparo per la ricaduta.

Un dipendente sa vedere quando un altro sta perdendo la via. Quando comincio a sparire dalla circolazione e isolarmi, non c’è alcuna possibilità di prendere consapevolezza o fermare la progressione o il ciclo della dipendenza. Ammettere i miei pensieri e comportamenti ad un altro dipendente in recupero può fermare la spirale discendente.

Ho imparato che i pensieri e i comportamenti che cerco di mantenere segreti sono basati sulla vergogna. Il fatto che cerco di nasconderli è un chiaro messaggio che non sono sicuri e possono provocare il caos nella mia vita. Portarli alla luce li espone per quello che sono: fantasmi senza sostanza. Mi aiuta anche a rendere conto a me stesso e alla vita.


Oggi mi impegno a condividere pensieri e comportamenti segreti con un altro dipendente in recupero.

30 gennaio

Cambiare le vecchie routine associate alla nostra dipendenza è uno strumento importante per rimanere sobri.

Strumenti di recupero, pag. 13

Mi sono subito sentito a casa in SAA, ma temevo che non mi avreste accettato. Ero sposato con una donna ma agivo compulsivamente con gli uomini. Ho aiutato gli altri ma non ho potuto aiutare me stesso. Mi avete accolto; nessuno mi ha fatto vergognare; mi sentivo di appartenere al gruppo. Ho seguito i vostri suggerimenti: sono andato alle riunioni, ho trovato uno sponsor, ho fatto telefonate e ho iniziato i Passi.

Nella dipendenza, sessualizzavo i sentimenti di disagio in carburante per la mia compulsione. Un mese fa ero al lavoro, un venerdì, il mio tradizionale giorno di comportamenti compulsivi. Era una giornata lenta. Mi sentivo a disagio e tutto il vecchio dolore e la paura sono tornati. Mi sono tuffato in quello che io e il mio sponsor chiamiamo richiamo disforico: rimpianto, vergogna e disperazione.

Ma questa volta potevo scegliere come affrontare quei sentimenti e quei ricordi spiacevoli. Ho fatto telefonate e mandato messaggi ai miei amici in programma e al mio sponsor. Ho anche avuto il coraggio di dire a mia moglie cosa stava succedendo. Ha apprezzato la mia fiducia in lei. Il giorno finì come era iniziato e io rimasi sobrio.

Sono ancora me stesso e posso ancora lottare con discorsi interiori negativi come “Non merito la grazia, il perdono o l’appartenenza”. Quando riparte il vecchio disco, è un indizio che potrebbe succedere qualcosa in me, e ho bisogno di mettermi in contatto con qualcuno. Con gli strumenti di recupero, posso riconoscere quei sentimenti di disagio per quello che sono e lasciarli passare come sempre passano.

Questa sensazione passerà che io agisca compulsivamente o meno. Oggi posso scegliere.

29 gennaio

Spesso eravamo depressi e insoddisfatti delle nostre vite; eravamo irascibili. Davamo agli altri la responsabilità della nostra infelicità.

Sex Addicts Anonymous, capitolo 1: La Nostra Dipendenza (p. 7 inglese)

Cosa buffa dei miei risentimenti: li apprezzavo perché mi facevano sentire potente, e li negavo perché mi vergognavo che qualcuno sapesse che li nutrivo. Li amavo e allo stesso tempo mi sentivo in colpa per averli. Quindi li ho mascherati dietro un sorriso finto, un finto calore e manipolando e ignorando le persone.

Ho velato i miei risentimenti con sarcasmo, prese in giro, pettegolezzi, scherni e “critiche costruttive”. Li nascosi dietro azioni non verbali come incrociare le braccia, roteare gli occhi e sospirare. Ho anche provato ad ammorbidire i risentimenti rinominandoli come rancore, dolore o delusione. Questi sono solo alcuni dei modi in cui ho evitato di affrontare quanto fossi profondamente risentito.

Quando è arrivato il momento di fare l’inventario dei miei risentimenti nel Quarto Passo, ho dovuto affrontare i travestimenti, i veli, i nascondigli e le etichette fuorvianti. Ho dovuto rinunciare a sentirmi potente per essere sincero. Delicatamente e onestamente, ho iniziato ad affrontare tutta la rabbia, il dolore e la gelosia che avevo cercato di evitare. I miei risentimenti erano stati una copertura per queste emozioni più personali e vulnerabili.

Forse per la prima volta nella mia vita adulta, stavo consapevolmente cercando di essere emotivamente onesto con me stesso e con gli altri. Mentre analizzavo i miei risentimenti e i sentimenti correlati, accadde un’altra cosa divertente. Ne è uscita una persona più genuina. Il vero me ha iniziato a emergere.

I miei risentimenti nascondono il vero me. Mentre ci lavoro, il mio sé migliore appare.

28 gennaio

Forse non avremmo mai una tale comprensione di ciò che hanno provato coloro che abbiamo ferito, ma possiamo chiedere di arrivare ad essere disposti a comprenderlo, nei tempi stabiliti da Dio.

Sex Addicts Anonymous, p. 97 (p. 48 inglese)

Faccio fatica a capire quale danno posso aver causato ad alcune persone del mio passato. Nel corso degli anni, alcune persone hanno interrotto i contatti con me, ma non riesco a ricordare cosa ho fatto per causare questo. Qualcosa aleggia nella mia memoria: un senso di colpa e rimorso, forse preciso, forse no.

Potrei non essere in grado di entrare nelle loro teste per capire se ho fatto qualcosa per influenzarli, ma mi viene ricordato che il mio Potere Superiore può aiutarmi se sono disposto a chiedere. Potrebbe volerci del tempo e molta pazienza, ma credo che ne valga la pena. Se è destinato a succedere, l’opportunità si presenterà. Devo solo essere pronto e disponibile.

Nel frattempo, posso continuare a riconoscere i danni che ricordo di aver causato agli altri. Durante il processo di identificazione di coloro che ho danneggiato e nell’essere specifico su quei danni, sono in grado di andare avanti con l’Ottavo Passo. Con ogni persona che identifico e con ogni azione che mi attribuisco, arrivo molto più vicino alla guarigione dal mio passato. Facendo appello al mio Potere Superiore e con il supporto del mio sponsor e dei miei fratelli in SAA, scopro la volontà di fare ammenda a coloro che ho danneggiato.

Posso fare quello che posso fare. Oggi, questo è sufficiente.