8 dicembre

Quando ammettiamo la nostra impotenza, lasciamo perdere l’idea di poterci controllare e diventiamo più aperti a ricevere l’aiuto di cui abbiamo disperatamente bisogno.

Sex Addicts Anonymous, pagina 33 (pagina 23 in inglese)

Per me, tutto il nostro programma si basa su questo primo passo. Quando ripenso a quando ho letto il mio Primo Passo in una riunione di SAA, mi rendo conto che stavo appena cominciando a capire cosa significa essere impotente. Man mano che continuo il mio recupero, capisco sempre di più cosa l’impotenza sia, e non sia, per me.

L’impotenza non è la stessa cosa dell’incapacità. L’impotenza non è un’accettazione che soccomberò sempre alla dipendenza, ma piuttosto è una consapevolezza che non posso trattarla da solo. Sono impotente nei confronti della mia dipendenza; ma il mio Potere Superiore, i Dodici Passi e gli altri dipendenti in recupero possono darmi gli strumenti per vivere la vita alle condizioni della vita.

In quanto dipendente in recupero, ho dovuto abbracciare l’impotenza, non come qualcosa che può essere condensato in uno slogan semplice e banale, ma come uno stile di vita. Vivo quotidianamente l’impotenza pregando, meditando, chiamando gli altri dipendenti in recupero, partecipando alle riunioni, essendo onesto nella condivisione e lavorando sui Dodici Passi con il mio sponsor. Faccio queste cose, non solo come esercizi di arricchimento personale, ma perché sono veramente impotente. In cambio, mi viene data una libertà che non avrei mai saputo potesse essere mia.

L’impotenza è la pietra angolare del mio recupero.

7 dicembre

Impariamo gradualmente ad essere onesti riguardo ai nostri sentimenti verso gli altri, essendo aperti anche ai loro sentimenti. Nel processo, impariamo a esprimere il nostro affetto piuttosto che cercare potere e controllo.

Sex Addicts Anonymous, pagina 91 (pagina 72 in inglese)

Oggi, mentre scrivo, sono abbastanza depresso. L’attività per la quale ho lavorato per anni sta fallendo. Se le cose continuano ad andare come stanno andando, tra poco chiuderà.

La parte più dolorosa di questo processo è vedere come ferisce le persone a cui tengo. Ho lavorato, pianificato, riso e sono invecchiato con queste persone. Adesso sto imparando a piangere con loro. Sto imparando anche altre lezioni. Mi viene in mente che la mia posizione, il mio titolo e i miei beni materiali sono di poca importanza in confronto con i rapporti che ho con i miei cari. Quando tutto il resto sarà finito, avrò ancora quei rapporti. Non mi amano per il mio titolo o per quello che ho realizzato. Mi amano per quello che sono.

Le persone nel mio gruppo si preoccupano di me per quello che sono, non per quello che faccio. In effetti, molti non sanno cosa faccio per vivere. Non ne abbiamo mai parlato. Siamo concentrati su altre cose come il recupero, la spiritualità e le emozioni. Queste sono le cose che rimarranno, indipendentemente dal destino della mia attività. Queste sono le cose che contano per me.

Grazie a SAA posso avere legami reali con le persone. Penso che si chiami amore.

6 dicembre

Abbiamo cercato esperienze più intense, dimenticando che uno sballo più grande alla fine porterà a sofferenza e ingestibilità ancora più grandi.

“Sobrietà sessuale e Internet”

La mia vita da dipendente sessuale è riassunta nella citazione sopra. Ogni volta che agivo seguendo la compusione, cercavo di trovare una soluzione a un problema che non sapevo di avere. Ho utilizzato uno strumento, il sesso, per risolvere tutti i miei problemi.

Se ero stressato al lavoro, la pornografia era la risposta. Se ero maltrattato a casa, rifugiarmi in un negozio di materiale pornografico era la risposta. Se mi sentivo trascurato o indesiderato, la risposta era la prostituzione. Tanto i problemi diventavano più grossi, tanto cresceva la mia compulsione, e così, a mia insaputa, il rischio di essere scoperto. Alla fine, ovviamente, fui colto in flagrante e la mia vita in recupero ebbe inizio. All’inizio ci furono grandi sofferenze, il divorzio, persi la casa e i miei figli. Ma il mio sponsor era lì e mi diceva che dovevo essere disposto a perdere tutto per guadagnarmi tutto. A poco a poco ho iniziato prendermi la responsabilità della mia vita.

Ora ho molti strumenti per risolvere i miei problemi. I Dodici Passi definiscono l’ossatura della mia nuova vita. Se sono stressato al lavoro, la meditazione può essere la risposta. Se mi sento trascurato o indesiderato, andare ad un gruppo è la risposta. Se le mie esigenze non vengono soddisfatte, il mio sponsor è lì. Se sono solo, posso chiamare un amico nella fratellanza.

Non cerco più modi per intensificare le mie esperienze. Ora cerco modi per essere presente nell’esperienza.

5 dicembre

Quando stiamo in silenzio, siamo più ricettivi a ricevere saggezza non acquisibile in altro modo.

Sex Addicts Anonymous, pagina 71 (pag. 57 in inglese)

Sono stato licenziato da un lavoro che mi mandava in crisi ma che non ho mai avuto il coraggio di lasciare. Ero terrorizzato dal licenziamento, ma mi sono reso conto ben presto che era anche un grande dono. Tuttavia, ogni mattina, i miei occhi si aprivano ad un muro di ansia e domande come: “Cosa si suppone che dovrei fare? Perché sono qui?”.

Ho praticato, attraverso il recupero, la preghiera e la meditazione. Eppure, durante questo periodo, i muscoli della mia fede erano tesi sotto il peso di un futuro incerto. La preghiera e la meditazione divennero vitali per affrontare la mia giornata.

Ho imparato attraverso i passi a conoscere i miei gusti, ciò che non mi piaceva e i miei desideri. Ho imparato a riconoscere il modo in cui mi blocco e come essere produttivo e utile. Sto iniziando a vedere il potenziale con il quale il mio Potere Superiore mi ha creato. E’ disonesto negare questa verità e vivere nella paura. La mia risposta alla paura è stata per molti anni il blocco o la fuga. La sobrietà e il recupero riguardano il vivere nel mondo come parte di un tutto più grande.

La paura e il terrore si sono dissipati nella quiete. Sono venuti a galla pensieri chiari recando speranza, allegria e, più sorprendente ancora, energia che mi spinge verso l’azione. Ho iniziato a correre rischi benigni come dire a qualcuno le cose che penso di fare bene, quando richieste. Ho cercato aiuto nel momento opportuno e ho sentito la guarigione ad ogni passo.

Non posso mercanteggiare l’assaggio di libertà che sento ora per la sicurezza che reca un’esistenza priva di passione. Sarebbe un tradimento del mio Potere Superiore.

Eccomi, Dio. Dove andiamo oggi?

4 dicembre

Scopriamo che essere sessualmente attivi è un modo che abbiamo per poter soddisfare i nostri bisogni e desideri sessuali, invece di vederlo come un modo per affrontare l’ansia, automedicarsi o evadere.

Sex Addicts Anonymous, pagina 91 (pagina 72 in inglese)

Prima di diventare sobrio in SAA, avrei trascorso gran parte della mia giornata a cercare delle opportunità per agire compulsivamente con il sesso. La mia vita era un completo disastro, piena di rabbia, paura e caos. Ho usato il sesso come un mezzo per evitare tutti i miei sentimenti.

Quando sono entrato in SAA, mi è stato suggerito un periodo di castità, libero da ogni attività sessuale includendo quella con me stesso, per consentirmi di sperimentare l’astinenza. Durante l’astinenza, ho lavorato i Dodici Passi di SAA e ho sviluppato una relazione con il mio Potere Superiore. Con mia sorpresa, il desiderio di agire compulsivamente con il sesso era completamente sparito.

Come risultato del confidare in Dio, lavorare i Dodici Passi di SAA, e portare il messaggio di SAA a coloro che ancora soffrono, ho trovato che la mia rabbia, le paure e i disturbi emotivi ricevevano le cure di cui avevano bisogno. E questo permise alla mia mente di riorganizzarsi. Oggi sperimento il sesso come non l’avevo mai sperimentato in passato. Quando oggi scelgo di essere fisicamente intimo so che è con una mentalità sobria. Mi domando sempre “Ciò che sto per fare è egoista o no?”, e posso fidarmi del mio nuovo sesto senso il quale, mi è stato detto, è la coscienza di Dio. Chi l’avrebbe mai detto che una persona potesse crescere e passare dal sesso centrato su sé stesso al sesso centrato su Dio?

Ringrazio Dio per aver guarito la mia vita in modi che non avrei mai creduto possibili.

4 dicembre

Scopriamo che essere sessualmente attivi è un modo che abbiamo per poter soddisfare i nostri bisogni e desideri sessuali, invece di vederlo come un modo per affrontare l’ansia, automedicarsi o evadere.

Sex Addicts Anonymous, pagina 91 (pagina 72 in inglese)

Prima di diventare sobrio in SAA, avrei trascorso gran parte della mia giornata a cercare delle opportunità per agire compulsivamente con il sesso. La mia vita era un completo disastro, piena di rabbia, paura e caos. Ho usato il sesso come un mezzo per evitare tutti i miei sentimenti.

Quando sono entrato in SAA, mi è stato suggerito un periodo di castità, libero da ogni attività sessuale includendo quella con me stesso, per consentirmi di sperimentare l’astinenza. Durante l’astinenza, ho lavorato i Dodici Passi di SAA e ho sviluppato una relazione con il mio Potere Superiore. Con mia sorpresa, il desiderio di agire compulsivamente con il sesso era completamente sparito.

Come risultato del confidare in Dio, lavorare i Dodici Passi di SAA, e portare il messaggio di SAA a coloro che ancora soffrono, ho trovato che la mia rabbia, le paure e i disturbi emotivi ricevevano le cure di cui avevano bisogno. E questo permise alla mia mente di riorganizzarsi. Oggi sperimento il sesso come non l’avevo mai sperimentato in passato. Quando oggi scelgo di essere fisicamente intimo so che è con una mentalità sobria. Mi domando sempre “Ciò che sto per fare è egoista o no?”, e posso fidarmi del mio nuovo sesto senso il quale, mi è stato detto, è la coscienza di Dio. Chi l’avrebbe mai detto che una persona potesse crescere e passare dal sesso centrato su sé stesso al sesso centrato su Dio?

Ringrazio Dio per aver guarito la mia vita in modi che non avrei mai creduto possibili.

3 dicembre

La visione distorta di noi stessi ci ha portato a non prenderci la responsabilità per le nostre azioni.

Sex Addicts Anonymous, pagina 43 (pag. 32 in inglese)

Ricordo chiaramente che il mio sponsor mi disse di tirare fuori il mio biglietto da visita e di scrivere sul retro: “Se non sono io il problema, non c’è soluzione”. Poi mi ha incaricato di tenere quel biglietto in mano fino al nostro prossimo incontro. Ho accettato con riluttanza e poco dopo mi sono lamentato dei metodi del mio sponsor con chiunque volesse ascoltare.

Quando racconto quella storia oggi, sorrido e rido di me stesso. Ricordo come mi sono persino lamentato di non poter tenere in braccio i miei figli con “quella carta” in mano. Ricordo anche come giunsi ad accettarlo dopo che un amico in recupero mi disse che gli piaceva l’idea, che era come una preghiera.

Ovviamente, la scritta non aveva lo scopo di generare un senso di colpa ossessivo e debilitante o di condurmi a delle riflessioni morbose. Invece, gradualmente instillò la visione vitale che le mie percezioni distorte mi stavano mantenendo nel martirio perpetuo. Forse questo dipendente aveva imparato ad amare il proprio vittimismo. Ora credo che il mio sponsor stesse solo cercando di imprimere in me che nulla cambia se non cambia nulla. Sono responsabile delle azioni necessarie per cambiare e solo io posso fare quelle scelte. Tenere in mano quel biglietto era un atto di apertura mentale e volontà, un esercizio benigno d’umiltà tanto necessaria alla ricerca della vitale onestà con sé stessi. Tutte le grandi cose hanno un piccolo inizio e il piano spirituale del mio sponsor per trasformare la mia vita è iniziato con una singola frase su un piccolo biglietto.

È possibile un grande cambiamento se sono aperto e volenteroso.

2 dicembre

Col tempo, stabiliamo una relazione con un Potere più grande di noi, ognuno con una propria idea personale di Potere Superiore.

Sex Addicts Anonymous, pagina 30 (pag. 21 in inglese)

Sono cresciuto con un Dio onnisciente e onnipotente; un giudice sempre presente, sempre pronto a condannarmi per il mio comportamento errato. Anche i miei pensieri mi hanno condannato. Quando sono diventato più grande, ho sentito che Dio era lì solo per negarmi qualsiasi divertimento nella vita, specialmente dopo che ero stato ritenuto inadatto alla guida dalla comunità religiosa in cui ero cresciuto. Ero determinato a fargliela vedere a tutti, incluso Dio, e continuai a cercare riscatto per i successivi venticinque anni. Dieci anni fa, Dio ne aveva avuto abbastanza e mi ha buttato giù dal mio orgoglioso trespolo.

Poi sono tornato a Dio come un rifugio dai miei persecutori e un conforto dalla vergogna e dal degrado che erano diventati la mia vita. Dio mi ha portato in SAA e ai Dodici Passi verso il recupero. Lavorando questi Passi sono giunto a una relazione personale con un Dio amorevole e misericordioso che si prende cura di me così come sono e che mi tiene sulla strada giusta nel mio recupero.

Siamo oltre sette miliardi in questo mondo e possiamo formare un rapporto efficiente e amorevole con un Potere Superiore in oltre sette miliardi di modi diversi. So che il mio Potere Superiore sarà con me finché rimarrò umile e aperto alla guida.

Grazie, Dio, per avermi accolto come sono.

1 dicembre

Ci recuperiamo come individui ma non ci recuperiamo da soli. Ci recuperiamo insieme. Ci recuperiamo aiutando gli altri e venendo aiutati dagli altri … E in questo, il recupero dello sponsee è promosso tanto quanto quello dello sponsor.

“Ottenere uno sponsor”

La sponsorizzazione, per me, è un onore, un privilegio e una straordinaria responsabilità, qualcosa da non prendere alla leggera. Attualmente sponsorizzo un certo numero di persone in SAA e lo faccio da anni. Sono sempre onorato e riportato all’umiltà quando qualcuno mi chiede di essere il suo sponsor. Può essere che vedano in me integrità nei miei impegni e coerenza nel vivere i Passi, forse rappresento per loro la speranza del recupero.

La sponsorizzazione è anche un privilegio per me, poiché riesco a nutrire un’intima collaborazione con un’altra persona e sono testimone mentre lavoriamo insieme per eliminare, strato dopo strato, i segreti, gli inganni, le ferite, il senso di colpa e la vergogna che fanno sì che questa malattia continui a proliferare nelle nostre vite. È la più intensa forma di onestà e responsabilità che ci sia! Sono sempre commosso nel vedere e aiutare qualcuno a sbocciare in chi è veramente.

Infine, la sponsorizzazione è una forma di responsabilità davvero benvenuta. Oltre a mettermi a disposizione per un altro dipendente, sono spinto a mantenere uno standard più elevato quando sponsorizzo qualcuno, dando nuova vita al mio recupero con rinnovata onestà, responsabilità e coerenza. Vengo aiutato aiutando gli altri. Che regalo!

Ricevo il dono del recupero quando lo dono agli altri

30 novembre

Fare telefonate, anche senza un motivo particolare, renderà più facile farlo quando avrai bisogno di supporto. Se stai attraversando una giornata difficile, prova ad usare il telefono per fare servizio.

Strumenti di recupero (tools of recovery), pagina 10

Come molti, ho fatto fatica a mettermi in contatto con gli altri quando stavo male, non volevo essere di peso a nessuno. Sono stato sobrio in recupero per diversi anni, attivo nel lavoro sui Passi e nel servizio; ma venne una sera in cui stavo per crollare. Stavo camminando su e giù per la stanza nel mio piccolo appartamento, come su una ruota per criceti, stavo facendo un solco nella moquette. Non ero abbastanza in me da chiamare il mio sponsor o chiunque altro. Ero, come si suol dire, in sbornia secca.

Il telefono squillò. Era un ragazzo che veniva ai gruppi. Lo conoscevo a malapena e non c’era un grande rapporto tra noi. Disse che il suo sponsor gli aveva detto che doveva chiamare una persona diversa ogni giorno, e oggi aveva chiamato me. Ho detto qualcosa del tipo: “Oh. Allora, come va?” Mi ha risposto, in breve. Io non credo di avergli parlato delle mie difficoltà; Non ho avuto il coraggio. Fu uno scambio breve e civile, se non addirittura piacevole.

Dopo aver riattaccato, mi resi conto di essere tornato sulla terra, tra i vivi. La sua chiamata mi aveva strappato dalla mia spirale. So che il mio Potere Superiore mi ha fatto chiamare quel giorno perché ero troppo lontano per cercare aiuto. Prendendosi cura di se stesso, quel fratello mi ha salvato.

È giusto chiamare qualcuno quando ho bisogno di aiuto o anche solo di una voce amichevole, e non so mai a chi potrei salvare la vita.