18 dicembre

Per la maggior parte di noi, quei momenti di accettazione, in qualunque momento o in qualunque modo essi avvengano, sono stati seguiti da periodi di dubbio e diniego.

“Primo Passo in recupero”

Sono stato dipendente dalla pornografia da quando avevo cinque anni. Mio padre era un dipendente. All’inizio erano raccoglitori nascosti dentro a scaffali o negli armadi. Ma all’inizio della mia pubertà divennero schedari con etichette fittizie sui cassetti.

Venticinque anni dopo mi stavo recuperando in altri programmi, ma ero riuscito ad alienare con successo questa parte della mia vita in modo che non interferisse con il lavoro sui passi. Alla fine ho installato Internet a casa, e la prima domanda che ho fatto all’amico che mi aveva installato il computer era come trovare della pornografia; era lo stesso computer che usavo per lo studio e le mie ricerche.

Molti di noi sanno cosa ne seguì: tentativi per fermarsi, cancellazione delle immagini, promesse di starci solo trenta minuti, ecc. Poi un giorno il computer si bloccò per via della memoria piena di pornografia. Senza pensarci, ho acquistato dischi di archiviazione esterni e ho iniziato a spostare e archiviare le mie immagini. Nel mentre, ebbi la nauseabonda e demoralizzante consapevolezza di essere diventato mio padre. Avevo sviluppato metodi di archiviazione particolari per gestire il mio porno. Ci vollero ancora alcuni anni prima che trovassi SAA, ma questo fu uno dei mille colpi che mi prepararono ad essere istruito quando sarebbe arrivato il momento. Ora mi rendo conto che questi colpi sono stati il mio amorevole creatore che cercava di mostrarmi la verità in modo che potessi trovare il mio vero io.

Ci vuole quello che ci vuole, e ringrazio Dio per tutte le lezioni che mi hanno portato qui.

17 dicembre

Sono stati i migliori pensieri a causarci problemi prima di tutto.

Sex Addicts Anonymous, pagina 80 (pagina 63 in inglese)

“Amico, non si tratta di sesso!” è una delle prime cose che ho sentito nel recupero. Certo, il sesso riguardava il sesso, o no? O invece si? Stentavo a crederci. Allora di cosa si trattava? Era più una medicina alla propria insicurezza, senso di inadeguatezza e ai sentimenti scomodi come la paura e l’ansia. Si trattava di affrontare situazioni scomode come discutere col mio partner o giornate difficili al lavoro.

Era stato sconvolgente! Se il sesso non riguarda il sesso, di cosa si trattano le altre cose di cui credevo sapere? Potevo fidarmi di quello che avveniva tra le mie orecchie? Questo modo di vedere le cose ha cambiato la mia vita. Se mi sentivo spinto ad agire compulsivamente, potevo chiedermi cosa stesse realmente succedendo. Ho iniziato a pregare il mio Potere Superiore di mostrarmi la verità. Quella semplice preghiera mi aiuta a calmarmi, distinguendo il turbinio dei miei pensieri ed emozioni da una parte, e le mie azioni dall’altra.

Ho iniziato a ricostruire la mia vita dalla preghiera, l’aprirsi con gli amici di programma, la letteratura e cercando nuovi comportamenti. Ho iniziato a percepire lentamente i sentimenti da cui ero fuggito per tanto tempo. A volte si sente come un pugno nello stomaco, ma se chiedo aiuto ogni volta che affronto un sentimento scomodo e pratico la pazienza, posso uscire da quell’esperienza un po’ più forte e un po’ più leggero. Ora c’è un adulto pronto a proteggere e prendersi cura del bambino spaventato che ho dentro: me stesso.

I sentimenti non sono fatti; non mi uccideranno. Da essi posso imparare cose su me stesso, sapendo che, in questo momento, sono al sicuro.

16 dicembre

Questo impulso scaturisce dall’amore altruista e dalla gratitudine.

Sex Addicts Anonymous, pagina 75 (pagina 59 in inglese)

Ero membro di un’altra fratellanza da molto tempo quando arrivai in SAA. Credevo di sapere qualcosa sul recupero. Grazie al mio Potere Superiore ho imparato diversamente.

Ho trovato uno sponsor, ho lavorato i passi e ho sponsorizzato altri. La sobrietà era una lista di cose da fare: controllare, controllare e andare avanti. Dopo poco più di un anno di sobrietà, sono ricaduto. Sono riuscito a malapena a tornare nel gruppo, ma quando lo feci, il dono arrivò.

Ho smesso di sapere cose. Mi sono regalato il dono di diventare un nuovo arrivato. Ho ascoltato. Ho fatto domande. Ho ricevuto. Da quel regalo di niente, mi sono concesso un nuovo inizio, un nuovo recupero, una nuova vita, un nuovo me, un me che potessi conoscere, che potessi amare, che potessi condividere.

Quando la sobrietà consisteva in una lista di cose da fare con obiettivi predefiniti, rimanevo confinato nei miei stessi pensieri: barriere della dipendenza, limitazioni e obblighi. Quando sono divenuto vuoto e semplicemente mi sono arreso al processo, ho sperimentato la pienezza fino a traboccare.

Man mano che lavoravo ogni passo col cuore e la mente di un principiante, ho ricevuto dei doni; doni che non mi sarei mai immaginato.

Ora lavoro i passi, sponsorizzo altri e faccio servizi, ma il mio cuore è diverso. Ora agisco, non perché devo altrimenti ricado, ma per amore e gratitudine. Voglio che gli altri ricevano e scoprano i loro doni che non si sono mai immaginati. Per me è importante che gli altri abbiano le stesse opportunità di un nuovo inizio e una vita che ne valga la pena.

Col pensare di essere qualcuno, sono diventato nulla. Col diventare nulla, mi è stato offerto tutto.

15 dicembre

Per i dipendenti sessuali la vergogna è un’esperienza comune. Essa è la sensazione che ci fa sentire non abbastanza bravi, inadeguati e persone cattive.

Sex Addicts Anonymous, pagina 14 (pagina 8 in inglese)

Prima di entrare nella fratellanza e lavorare alla soluzione, non avevo altra scelta che continuare ad agire compulsivamente per sedare il dolore. Questo ha perpetrato ancora di più sentimenti di vergogna, colpa e rimorso.

Ricordo a me stesso che quando seguo i Passi, entro in una relazione che è incondizionata, amorevole e premurosa. Il mio creatore ha fatto l’impossibile. Fu solo quando non avevo altra via d’uscita che la grazia mi abbracciò e sussurrò: “Ho capito. Ti amo. Ti perdono.”

Il sentiero è largo abbastanza. Sta a me percorrerlo.

14 dicembre

Grazie all’applicazione dei Dodici Passi di Sex Addicts Anonymous con la guida di uno sponsor, i nostri gruppi e il nostro Potere Superiore, il sesso e le relazioni prendono lentamente il loro giusto posto nelle nostre vite.

“Recupero dall’elusione sessuale compulsiva” (Recovery from Compulsive Sexual Avoidance)

Ho affrontato le dipendenze della mia famiglia diventando chiuso, silenzioso ed educato. Gli adulti mi consideravano ben educato. Anche allora, tuttavia, a volte mi sono comportato in modo impulsivo. Dietro il mio placido aspetto esteriore si stava preparando una tempesta.

Quando ho scoperto i comportamenti sessuali compulsivi, ho pensato di aver finalmente trovato un modo per soddisfare le mie esigenze. Ho sviluppato una specie di doppia personalità. Ma il mio bisogno di intimità non veniva realmente soddisfatto. Quindi, i miei comportamenti sono diventati più gravi finchè alla fine mi sono messo in guai seri.

Sono stato incoraggiato a provare un programma dei Dodici Passi. Con questo e con la terapia ho avuto successo in tutte le aree tranne che nello stabilire una relazione intima. Il mio attuale terapista mi ha suggerito il gruppo SAA. Certo, avevo problemi sessuali, ma quel programma sembrava essere per altre persone. Tuttavia, ho iniziato ad andare alle riunioni, ho trovato uno sponsor e ho lavorato sui Passi.

Ho guardato attentamente la mia tendenza a fantasticare. La fantasia si frapponeva tra me e ogni relazione significativa. Una connessione romantica era fuori questione finché vivevo in una specie di bolla in cui potevo sognare il sesso ogni volta che sentivo il bisogno di essere confortato. Oggi ho molti buoni amici e vado d’accordo con le altre persone nella mia vita. Anche se mi sento ancora timido in varie situazioni sociali, la mia forza nel mettermi in comunicazione con le persone cresce ogni giorno.

Sono aperto a una vita basata nel mondo reale.

13 dicembre

Durante tutti questi alti e bassi, ho avuto una grande benedizione … ho avuto l’amorevole sostegno della fratellanza di SAA.

Sex Addicts Anonymous, pagina 157

Dopo essermi unito a SAA e aver smesso di agire compulsivamente, ho scoperto una profonda fame di connessione. Sono sicuro che sia sempre stata lì. Nonostante la mia insicurezza e il mio imbarazzo, ho gradualmente raggiunto gli altri all’interno della fratellanza. A volte sbocciava una grande amicizia. A volte un’amicizia non funzionava e mi sentivo profondamente scoraggiato, temendo di aver fatto qualcosa di sbagliato. Comunque, la mia fame di connessione non è svanita, quindi ho deciso di continuare a mettermi in contatto con gli altri.

Mi sono fatto grandi amici in questo modo. Se non fossi stato disposto a rischiare il rifiuto e a sopportare qualche sentimento spiacevole lungo la strada, sarei ancora isolato, solo e incapace di avere relazioni significative. Non vivrei, ma semplicemente sopravviverei, proprio come prima di entrare in programma.

Sono grato per gli amici che mi sono fatto e sono colmo di stupore per le tante brave persone in questo programma le cui strade hanno incrociato anche solo brevemente le mie. Credo che tutte queste amicizie siano doni di Dio, doni che dovevo essere presente per ricevere. Mi viene in mente il detto: “Grazie Dio, ora so che le spine hanno le rose”. Le rose delle mie amicizie valgono le spine delle difficoltà e dei momenti dolorosi che ho vissuto lungo il cammino.

Concedimi il coraggio di contattare qualcuno oggi. Le spine delle mie insicurezze possono portare allo sbocciare di un’amicizia.

12 dicembre

Gli strumenti del programma che ti vengono offerti sono gli stessi che hanno mantenuto sobrio il tuo sponsor e possono mantenere sobrio anche te.

“Ottenere uno sponsor”

Sono grato per le persone che hanno percorso questo sentiero prima di me e hanno aperto la strada al mio recupero. Uno sponsor è in grado di farmi conoscere questi preziosi doni e di accompagnarmi nel mio viaggio di guarigione. Gli strumenti che hanno funzionato per il mio sponsor possono funzionare anche per me. All’inizio avevo bisogno di accettare questa dichiarazione sulla fiducia. In seguito ne ho constatato la verità attraverso la mia esperienza, sono stato riportato alla ragione e ho trovato la gioia attraverso questi strumenti. Nei giorni in cui non provo questa gioia, ricordo l’acronimo Y.E.T. (“you’re eligible, too”) “Hai diritto anche tu”.

Gli strumenti del programma sono tutti a mia disposizione oggi perché il mio sponsor ha scelto di usarli e di trasmetterne il beneficio e la saggezza. Grazie a Dio qualcuno è andato avanti e ha tracciato questo percorso per me e innumerevoli altri! E grazie a Dio ora è il mio turno di trasmettere la mia esperienza, forza e speranza agli altri che oggi arrivano nella fratellanza.

Una volta ho sentito la frase: “Prendi uno sponsor, usa uno sponsor, sii uno sponsor”. Questo slogan riassume il mio programma di oggi. Non posso tenere il dono del recupero tutto per me, devo darlo via per conservarlo.

Dio, grazie per il mio sponsor e per gli altri che hanno percorso questa strada prima di me. Aiutami a dare come mi è stato dato.

11 dicembre

Siamo grati per l’opportunità di condividere il prezioso dono del recupero con altri fratelli e sorelle in prigione.

“Lettere ai Carcerati” (Writing to Prisoners).

I carcerati condannati per crimini sessuali, desiderosi di smettere i propri comportamenti sessuali compulsivi attraverso il programma di SAA, sono di solito i membri dimenticati della nostra fratellanza. So questo per esperienza personale. Molti anni fa ero un “consumatore di servizi correzionali” frutto della vittimizzazione e del dolore arrecato ad altri per via della mia malattia. Conosco gli intensi sentimenti di vergogna, colpa, solitudine, ostracismo, paura, autocommiserazione e disperazione che inghiottiscono i sesso dipendenti incarcerati. Una volta fuori, veniamo spesso stigmatizzati dalla nostra cultura per il nostro passato, alimentando quegli stessi sentimenti. La prigione può prendere molte forme.

Ho visitato e sponsorizzato via posta alcuni carcerati. Offro loro incoraggiamento attraverso la mia esperienza, forza e speranza; e guido il loro lavoro attraverso il lavoro sui Dodici Passi. Ci sono molte sfide nel mantenere la corrispondenza con i carcerati, ma sono gestibili. Mi impegno in questo felice compito perché ne beneficia il mio stesso recupero e mi permette di condividere il dono del recupero con coloro che sono desiderosi di riceverlo.

Nonostante il mio passato, e per causa di esso, ho molto da dare. Dammi la compassione e il coraggio di mettermi in comunicazione con gli altri.

10 dicembre

La storia non deve ripetersi per forza nella mia vita. Ho una scelta!

Sex Addicts Anonymous, pagina 128

Quando agivo compulsivamente, usavo la scusa di avere un gran desiderio sessuale. Avrei anche giustificato i miei comportamenti sociali inaccettabili dicendo a me stesso di essere estremamente aperto di mente in campo sessuale. In realtà, stavo impedendo me stesso di avere un vero rapporto sessuale con un altro essere umano e garantendo la mia solitudine e isolamento. Le frasi “gran desiderio sessuale” e “aperto di mente” facevano sembrare la cosa come se io avessi il controllo. Ma era la droga della mia dipendenza sessuale ad avere il controllo, forzandomi a ripetere comportamenti distruttivi e spingendomi più in fondo nel mio mondo di dolore. L’unica cosa che sembrava portare luce in quel mondo di dolore era agire più compulsivamente.

Finalmente, ho toccato il fondo di roccia, sono entrato in SAA e ho ricevuto i principi dei Dodici Passi nella mia vita. Sono stato catapultato fuori dall’inferno nel quale stavo vivendo. Ho trovato più di un sostituto efficace ai miei comportamenti compulsivi: i Dodici Passi, il mio gruppo e il servizio. Ho scoperto la vera libertà sessuale: andare ad un appuntamento e apprezzare di essere con un altro essere umano, la libertà di sperimentare la gioia dell’intimità, di sperimentare la vera amicizia con altri. Cose del genere non sarebbero state possibili prima di SAA, ero intrappolato dalla mia cosiddetta natura sfrenata. Poi, nella disciplina della sobrietà, ho trovato la vera libertà.

Accettando i confini della mia astinenza e l’altruismo dei Passi, sono libero di godere della bellezza delle altre persone.

9 dicembre

Cerchiamo di isolare e di riconoscere ogni singolo sentimento, al meglio delle nostre capacità. Infatti proviamo ad accettare tutte le nostre emozioni invece di negarle o temerle.

Sex Addicts Anonymous, pagina 46 (pagina 35 in inglese)

Attraverso un Quinto Passo ho scoperto che ero capace di auto-accettazione. Ma la consapevolezza di un difetto non materializza un interruttore della luce che posso spegnere a piacimento. Inoltre, mi biasimo per questi difetti e per la mia incapacità di spegnerli. Allora cosa devo fare? Avevo appreso le tre “a” che possono aiutare (tre A in inglese: awareness, acceptance, action). In ordine, sono: consapevolezza, accettazione e solo allora azione. Posso avere consapevolezza, ma senza l’accettazione è improbabile che intraprenda un’azione appropriata o efficace.

Ho pregato, non per l’auto-accettazione, ma per accettare che non accetto me stesso. Una volta che ho potuto accettare la situazione così com’è, ho potuto iniziare il lavoro sui passi. Significava condividere apertamente durante le riunioni, raggiungere gli altri e formare relazioni oneste e aperte. Per come la vedo io, se il sesso è l’argomento, cosa non lo è? Se quello di cui mi vergognavo maggiormente è oggetto di discussione, cosa c’è da nascondere?

Ogni volta che mi metto in gioco e stabilisco una vera connessione, faccio un buco nel setaccio che trattiene l’immagine del mio sè. A poco a poco, conversazione per conversazione, relazione per relazione, sto guarendo.

Non posso costringermi ad accettare me stesso. Credo che ciò avvenga lavorando questo programma e nelle relazioni con gli altri e con il mio Potere Superiore. Ma posso pregare per accettare la situazione così com’è. Quindi, le azioni appropriate possono diventare più chiare.

Chi sono e dove sono, sono ottimi punti di partenza per iniziare il viaggio di oggi.