Quando ammettiamo la nostra impotenza, lasciamo perdere l’idea di poterci controllare e diventiamo più aperti a ricevere l’aiuto di cui abbiamo disperatamente bisogno.
Sex Addicts Anonymous, pagina 33 (pagina 23 in inglese)
Per me, tutto il nostro programma si basa su questo primo passo. Quando ripenso a quando ho letto il mio Primo Passo in una riunione di SAA, mi rendo conto che stavo appena cominciando a capire cosa significa essere impotente. Man mano che continuo il mio recupero, capisco sempre di più cosa l’impotenza sia, e non sia, per me.
L’impotenza non è la stessa cosa dell’incapacità. L’impotenza non è un’accettazione che soccomberò sempre alla dipendenza, ma piuttosto è una consapevolezza che non posso trattarla da solo. Sono impotente nei confronti della mia dipendenza; ma il mio Potere Superiore, i Dodici Passi e gli altri dipendenti in recupero possono darmi gli strumenti per vivere la vita alle condizioni della vita.
In quanto dipendente in recupero, ho dovuto abbracciare l’impotenza, non come qualcosa che può essere condensato in uno slogan semplice e banale, ma come uno stile di vita. Vivo quotidianamente l’impotenza pregando, meditando, chiamando gli altri dipendenti in recupero, partecipando alle riunioni, essendo onesto nella condivisione e lavorando sui Dodici Passi con il mio sponsor. Faccio queste cose, non solo come esercizi di arricchimento personale, ma perché sono veramente impotente. In cambio, mi viene data una libertà che non avrei mai saputo potesse essere mia.
L’impotenza è la pietra angolare del mio recupero.
