26 febbraio

D’altra parte per ogni difetto c’è un pregio.

Sex Addicts Anonymous, p. 84 (p. 42 inglese)

Il mio sponsor mi ha chiesto di trovare un punto positivo in ciascuno dei difetti di carattere scoperti durante il mio Quarto Passo. Cosa potrebbe esserci di buono nell’ossessione, l’odio per sé stessi e il ribollente risentimento?

Attraverso il lavoro e la pazienza, ho imparato che la maggior parte dei miei difetti di carattere sono virtù mal indirizzate, attributi progettati per aiutarmi. Alla radice dell’ossessione ho scoperto la passione; alla radice dell’odio di sé ci sono la consapevolezza e il desiderio di essere e di fare del mio meglio; e alla radice di molti risentimenti c’è la necessità di stabilire sani confini nelle relazioni.

Ogni difetto nasce come un buon seme, destinato a crescere e dare frutti. Come dipendente, ho trascurato le piante. Non le nutrivo né potavo i rami. Come molte piante da frutto, se non vengono curate, i tratti della mia personalità cessano di dare buoni frutti.

Nel Settimo Passo, non sto chiedendo a Dio di rimuovere una parte di me. Invece, sto chiedendo a Dio di rimuovere i rami secchi e aggrovigliati. Mentre Dio pota, posso guardare le virtù emergere e vederle portare buoni frutti nella mia vita. Sebbene questa sia una premessa entusiasmante, devo ricordare che la potatura è dolorosa. Ho bisogno di coraggio, compassione, accettazione, pazienza e del supporto amorevole di Dio e della fratellanza di SAA per affrontare questa sfida per tutta la vita, un giorno alla volta.

Per oggi, sono disposto a sopportare la potatura che può trasformare i miei difetti nei doni fruttuosi per cui sono stati progettati.

25 febbraio

A volte abbiamo bisogno di chiamare le persone per iniziare meglio la nostra giornata. Altre volte, potremmo aver bisogno di condividere i nostri pensieri e azioni di oggi. Alcuni suggeriscono di chiamare tre persone ogni giorno per costruire e mantenere un sistema di supporto.

Strumenti di recupero (Tools of recovery) pag. 10

Negli anni ho imparato ad amare gli slogan. Contengono molta saggezza in poche parole e possono essere prontamente richiamati per guidare un’azione o una decisione. Uno di questi slogan è “lascio che inizi da me”.

Ero sempre riluttante a iniziare qualcosa di nuovo nel recupero. Le azioni spesso sembravano banali, spaventose o entrambe le cose. Alcuni anni fa, qualcuno in una riunione disse: “Ho bisogno di denunciare il dipendente dentro di me”. Sono stato subito colpito dall’importanza di questo concetto. Ho deciso di farlo, il che significava azione. Dopo anni passati a fare pochissime telefonate, ho iniziato a fare telefonate regolari agli amici di programma. Lascio che inizi da me.

Facendo quelle chiamate, non potevo aspettarmi che l’altra persona denunciasse la mia parte dipendente. Di nuovo, ho dovuto lasciare che iniziasse da me. Avevo bisogno di praticare una rigorosa onestà. Ho controllato la mia follia, le sensazioni che stimolavano la mia compulsione, che abbia agito o meno secondo quei sentimenti, perché potrei sentire certi impulsi, ecc. Quelle chiamate hanno cambiato la mia vita. Da allora la mia dipendenza si è affievolita sempre più.

Quando lascio che inizi da me, sono libero di assumermi la responsabilità del mio recupero.

24 febbraio

Ogni volta che chiediamo questo aiuto, stiamo invitando Dio nella nostra vita in un modo nuovo.

Sex Addicts Anonymous, p. 86 (p. 43 inglese)

Non sono molto bravo a ricevere dagli altri. Allo stesso tempo, tendo ad accumulare cose. Nella mia mente vedo le mie mani riempite di spazzatura inutile. Non posso ricevere o tenere nulla di nuovo finché non mi sbarazzo di qualcosa. Allo stesso modo, non posso ricevere completamente l’amore e la guarigione di Dio finché non rinuncio a ciò che mi impedisce di accettarlo.

I Passi mi aiutano a identificare quelle magagne che mi impediscono di guarire e crescere. Ma non posso cambiare il mio modo di essere; tutto quello che posso fare è diventare disposto a permettere a Dio di cambiarlo. Chiedere a Dio di farlo per me non funziona neanche, ma quando invito il mio Potere Superiore a rimuovere il mio risentimento, la mia impazienza, la paura e le altre cose che impediscono il mio recupero, e quando chiedo invece umilmente di essere riempito di amore e luce, percepisco il cambiamento della mia natura.

Quando faccio cose che rafforzano la mia relazione con Dio, quella connessione aumenta il mio senso di autostima. Quando arrendo i miei difetti di carattere al mio Potere Superiore, lascio il cuore aperto a ricevere ciò che Dio vuole darmi.

Dio, per favore, prendi da me tutto ciò che ostacola il mio progresso e dammi ciò di cui ho bisogno per crescere.

23 febbraio

La miglior cosa è che il segreto finalmente è stato rivelato. C’è un qualcosa di liberatorio nel sedersi in una stanza annunciando ad altre persone, […], che sei un sesso dipendente.

Sex Addicts Anonymous, p. 194 Storia 19: “Una sorgente di luce superiore” (p. 192 inglese)

Recentemente ho fatto la presentazione del mio Primo Passo al mio gruppo per la seconda volta. Il contrasto tra questa e la prima volta non avrebbe potuto essere più drammatico. La prima volta mi sono sentito come se la narrazione fosse radioattiva. È stato difficile costringermi a lavorarci. Era come se il mio computer mi respingesse mentre mi ci sedevo di fronte. Ho tralasciato le parti principali della mia storia di dipendenza dal sesso. E mi sono sentito stimolato per diverse settimane dopo.

In seguito ad aver ascoltato un Primo Passo che andava nei dettagli molto simili a quelli che avevo tralasciato, mi sono sentito incoraggiato a riguardare il mio. Non vedevo l’ora di scrivere i dettagli che avevo omesso. Prima avevo ancora paura, ma non avevo più la sensazione di trigger prima o dopo averci lavorato. Invece, ho provato un enorme senso di sollievo. Mi sono sentito nudo e vulnerabile durante la seconda volta, ma mi sono sentito su una nuvola per giorni dopo averlo fatto.

I muri erano caduti, i segreti vergognosi erano stati svelati, il mio fardello della vergogna più leggero, molto più leggero. Che liberazione! Questo è il miracolo dei Passi.

I miei segreti sono tossici. Far entrare la luce, essere conosciuti per chi siamo e comunque accettati, è guarigione.

22 febbraio

Quando accettiamo che fare a modo nostro non funziona, il Secondo passo apre la porta ad un’alternativa che funziona.

Sex Addicts Anonymous, p. 45 (p. 25 inglese)

Ricordo un periodo del mio recupero in cui credevo che l’astinenza a lungo termine fosse impossibile. Avevo sempre preso sul serio il mio recupero in SAA, ma inevitabilmente, sembrava, sono ricaduta nella disperazione, nella frustrazione e nella vergogna. Una volta, dopo due anni di astinenza, sono ricaduta direttamente in alcuni dei peggiori comportamenti della mia vita. Sentivo che il programma di SAA, i Dodici Passi e Dio mi avevano deluso. Ma poi ho guardato il mio sponsor e altri nei gruppi che frequentavo e ho visto che erano esempi viventi del miracolo della guarigione.

Ho esaminato più da vicino il Secondo Passo e ho scoperto che la quantità dei miei sforzi non era il problema. Era la qualità. Non avevo lasciato spazio al mio Potere Superiore per guidarmi e assistermi nel processo. Mi sono reso conto di aver lavorato freneticamente al programma, credendo che quello che vedevo fosse quello che c’era. La mia volontà tende ad essere miope, egoista, spaventata e alla ricerca del piacere. C’era molto che non comprendevo. Ho imparato invece a concentrarmi sulla mia relazione con il mio Potere Superiore, ascoltando e agendo secondo la volontà di Dio, non la mia. Quando l’ho fatto, l’astinenza a lungo termine e il recupero sono diventati una realtà per me.

Piuttosto che fare affidamento sulla mia mente da dipendente, posso migliorare la qualità delle mie azioni cercando il mio Potere Superiore per trovare una guida e il coraggio.

21 febbraio

Mettere comportamenti scivolosi nel cerchio centrale è un modo per renderci conto che siamo in pericolo di cadere.

Sex Addicts Anonymous, p. 25 Libro Verde (p. 18 inglese)

Questi sono momenti, circostanze, comportamenti e pensieri che potrebbero condurmi facilmente nel mio cerchio interno. Rimandendo sull’orlo con ostinazione mi predispone all’autosabotaggio e ad un ritorno a quel buio che tutti noi conosciamo bene. Ma non sono costretto; non più! Quando la mia mente è ingombrata dell’incertezza, sia che un elemento non è salutare sia che mi mette a rischio, posso trovare sollievo in un semplice strumento.

Scrivo i momenti, comportamenti, circostanze e modi di pensare che compromettono la mia sobrietà e serenità. Poi condivido cosa ho scritto con il mio sponsor. Prima di fare questo, i miei pensieri sono vaghi, rivestiti dalla negazione. Scrivendo la situazione, questa diventa definita, concreta e chiara. La vedo per ciò che è. Inoltre, buttando giù la situazione su carta mi calma la mente immediatamente e alleggerisce le mie emozioni.

Condividendo onestamente con il mio sponsor mi aiuta ulteriormente a identificare questi comportamenti. Poi, se è appropriato, posso inserirlo nel cerchio intermedio.

Oggi ho una scelta, e scelgo di esporre le mie ombre alla luce.

20 febbraio

Il cerchio intermedio è dove mettiamo quei comportamenti di cui non siamo sicuri.

“I Tre Cerchi”

Uno dei punti chiave del mio recupero è spostare la mia attenzione dagli sconosciuti alle persone che conosco. Per tutta la mia vita, l’umanità si trattava di una collezione di persone che avevo visto ma che non conoscevo veramente. Questo includeva i pedoni per le strade, autisti o passeggeri in macchine o autobus e clienti nei negozi, librerie o altri stabilimenti.

Ho interagito largamente con questi sconosciuti attraverso il contatto visivo. Non ho mai fantasticato oltre una relazione. Biasimavo le persone per non essere più aperti, eppure ero io a isolarmi. Ho respinto chiunque sembrasse aprirsi a me.

Nel recupero sto cercando di evitare di fissare negli occhi gli sconosciuti, e l’ho messo nel mio cerchio intermedio. Ma più importante, sto facendo piccoli passi nel rafforzare le amicizie e conoscere nuove persone. L’amorevole fratellanza di SAA mi fornisce delle opportunità splendide per conoscere davvero delle persone.

Guida i miei occhi a vedere coloro che potrebbero essermi amici.

19 febbraio

Abbiamo ammesso di essere impotenti di fronte alla nostra dipendenza sessuale e che le nostre vite erano divenute incontrollabili.

Sex Addicts Anonymous, p. 38 (p. 22 inglese)

È stato solo quando ho iniziato a lavorare il programma di SAA che ho potuto finalmente ammettere di avere un problema. La mia dipendenza dal sesso mi stava distruggendo. Era fuori controllo. Come un animale selvatico in gabbia, il miei comportamenti compulsivi si erano scatenati ed ero completamente incapace di fermarlo. Ho dovuto ammettere la sconfitta e lasciar andare per vedere quanto fossi diventato pazzo. La mia resistenza, però, era forte. La mia dipendenza dal sesso è sempre stata fondata su un bisogno umano fondamentale: la sicurezza.

Reduce da un incesto infantile, non sono mai stato al sicuro. Agendo compulsivamente, il mio istinto principale era quello di ottenere il controllo su persone, luoghi, cose e me stesso. Ho cercato di fare la parte di Dio e di gestire con successo la mia vita sessuale nell’unico modo che conoscevo: vincere. Il Primo Passo mi insegna il paradosso miracoloso del recupero: per vincere veramente, devo ammettere la sconfitta. Solo ammettendo e alla fine accettando che sono impotente al 100% sulla mia dipendenza dal sesso e che la mia vita è ingestibile, posso iniziare il viaggio salvavita dei Dodici Passi. Ora posso accettare che nel momento in cui comincio a praticare il Primo Passo, ho vinto. Ho lasciato andare i miei metodi, che non hanno mai funzionato, e ho permesso al mio Potere Superiore di guarirmi dall’interno.

Il Primo Passo mi garantisce l’umiltà di cui ho bisogno per lasciar andare il controllo e fidarmi del mio Potere Superiore.

18 febbraio

Sebbene le nostre esperienze siano diverse, alcuni aspetti sono comuni per molti di noi.

Sex Addicts Anonymous, p. 123 (p. 59 inglese)

La mia prima impressione dei programmi dei Dodici Passi è stata quella di ricette superficiali fatte con lo stampino per quello che consideravo un problema molto serio. Altrove, avevo sentito guru e sedicenti esperti esporre le loro soluzioni semplicistiche, ed ero diffidente. Invece, ho scoperto che i Dodici Passi sono un potente strumento per scavare in profondità nell’essenza individuale della mia dipendenza: le convinzioni, le azioni e le conseguenze che rendevano la mia vita ingestibile.

Ho imparato che questo è un programma spirituale che cambia la vita per tutta la vita. Sottolineo l’aspetto spirituale perché parte della mia esperienza di vita includeva un contesto religioso violento. Accettare quello che gli altri chiamavano Dio è stata una grande sfida per me. La richiesta e la possibilità di scoprire il mio Potere Superiore mi ha aiutato ad accettare le differenze tra me e gli altri nel programma. Attraverso i passi, il mio sponsor, il mio gruppo e le mie letture, ho trovato il mio Potere Superiore. Condividere il mio inventario con il mio sponsor mi ha aiutato a scoprire e accettare me stesso, con i miei nei e tutto il resto. Ho iniziato a vedere nuove possibilità e fare scelte più sane.

Osservando la vera natura della mia dipendenza e la soluzione, ho trovato un terreno comune e fratellanza con altri membri del programma. Ho imparato a mettere da parte le differenze superficiali e concentrarmi sul messaggio profondo e comune della guarigione attraverso la fratellanza di persone con difficoltà simili e una soluzione comune.

Che io possa continuare a cercare somiglianze, sapendo che facciamo tutti lo stesso viaggio.

17 febbraio

Negli incontri impariamo che possiamo fidarci di mostrarci agli altri per chi siamo veramente, e sentirci comunque accettati.

Sex Addicts Anonymous, p. 17 (p. 11 inglese)

Quando sono entrato per la prima volta nel programma, non mi fidavo di me stesso. Soprattutto, non mi fidavo delle mie emozioni; Le consideravo mie nemiche perché mi avevano tradito. Pensavo che mi rendevano debole, e dovevo essere forte in tutte le circostanze. Stavo sempre in guardia, tenendomi d’occhio. Inoltre non mi fidavo delle altre persone. Credevo che se avessi permesso a qualcuno di avvicinarsi a me, mi avrebbe lasciato o avrebbe sbandierato i miei segreti, quindi stavo sempre in guardia e li tenevo d’occhio. Ero esausto e solo, e mi sentivo intrappolato nella convinzione che fosse proprio questo il modo in cui andasse la vita. Inutile dire che la mia dipendenza prosperava in questo ambiente.

Un punto di svolta nella mia guarigione è iniziato quando ho provato lentamente a fidarmi abbastanza di me stesso da riconoscere le mie emozioni, e poi a fidarmi abbastanza degli altri da condividere le mie emozioni con loro. Quando ho iniziato a riconoscere ed esprimere ciò che stava accadendo dentro di me, ho scoperto che questo stava alleviando la mia solitudine e il dolore. Ho anche imparato che le mie emozioni erano una grande fonte di informazioni su come interpreto il mondo intorno a me.

Nel processo, mi sono reso conto che, fidandomi delle mie emozioni e poi fidandomi del mio gruppo e dei miei amici, mi fidavo anche del mio Potere Superiore.

Riconoscendo semplicemente i miei sentimenti, posso aprire la porta alla fiducia e alla guarigione.