26 dicembre

Molti di noi hanno scoperto che nei momenti difficili, se guardiamo cosa sta succedendo attorno a noi e come ci comportiamo, di solito possiamo constatare una crescita positiva.

Strumenti di recupero (Tools of recovery), pagina 31

Una volta ero a una riunione in cui l’argomento era “Progresso, non perfezione”. È stato un grande incontro condotto con un formato a rotazione (round robin). Quando è arrivato il mio turno, ho parlato dei cambiamenti positivi che il programma aveva operato nella mia vita e di alcune delle difficoltà che stavo avendo con i Passi e con la vita. Ho concluso dicendo: “La maggior parte delle sere ora, quando vado a letto, i piatti sono lavati”.

La condivisione andò avanti nel giro  intorno al grande tavolo finché non arrivò a una donna che non conoscevo. Ha condiviso i suoi progressi e le sue difficoltà e ha concluso dicendo: “E alcune notti, quando vado a letto, i piatti non sono lavati”.

Non credo di aver riso ad alta voce, ma so di essere rimasto seduto lì a ridacchiare in silenzio per il resto della riunione. Questo bellissimo programma non definisce il nostro recupero da specifiche circostanze esterne. Non esiste un quadro unico del progresso. Il progresso sta nel modo in cui tratto me stesso e coloro che mi circondano. Come dicono i veterani, è un lavoro interiore.

Lavare i piatti, non lavare i piatti: il progresso è nel mio cuore.

23 Dicembre

Per rimanere sobrio mi assicuro che, un giorno alla volta, agire compulsivamente non rientri nelle opzioni 

Sex Addicts Anonymous pagina 288

Prima che mi rendessi conto che dovevo smettere di agire compulsivamente trascorsero otto anni di recupero dalla dipendenza sessuale. Credevo che frequentare le riunioni fosse sufficiente. Nonostante le riunioni, la mia vita stava diventando sempre più vuota e dolorosa ed ero disperato. Volevo qualcosa di più o avrei preferito morire.

Poi ho sentito parlare una persona con tredici mesi di sobrietà. Abbiamo sentito tutti in silenzio la sua storia commovente. Dopo otto anni di riunioni, sono riuscito a sentire le altre persone annunciare la propria sobrietà e volere ciò che loro avevano. Finalmente mi sono reso conto di dover smettere i miei comportamenti. Agire compulsivamente non rientrava nelle possibilità. Ero finalmente pronto a rischiare tutto pur di rimanere sobrio.

Ho frequentato nove riunioni la settimana per due anni e mezzo. Ho preso uno sponsor e ho lavorato i passi. Ogni mattina facevo un esame di coscienza e, se sentivo che agire compulsivamente era una possibilità, andavo alle riunioni, facevo delle telefonate del programma e a volte pregavo in un edificio di culto finché il sentimento non se ne andava. Questo è il dono più grande che mi fossi mai concesso perché, un giorno alla volta, non ho più agito compulsivamente. Mi sono reso conto che non avrei mai potuto capire questa cosa prima di essere pronto. Grazie alla consapevolezza ho ricevuto in dono la sobrietà.

La chiarezza arriva quando deve arrivare, non un minuto prima. Allora tocca a me passare all’azione.

2 Dicembre

Mettevamo spesso la nostra dipendenza al primo posto ed il resto in secondo piano

Sex Addicts Anonymous, p. 45 (p. 25 dell’edizione inglese)

Dio è sempre stato il mio Potere Superiore di riferimento. Durante la mia adolescenza sono giunto a credere che Dio non fosse esattamente ciò che qualunque religione mi aveva portato a credere, e che questa conoscenza fosse qualcosa unicamente mia. Tuttavia, dopo essere entrato nel programma mi ci volle un po’ per realizzare che, anche se avevo questa credenza radicata, il mio Potere Superiore spirituale è stato per molti anni e persino decenni la mia dipendenza.

Come iniziai a lavorare i Passi e a capire come applicarli nella mia vita, ho iniziato a vedere come la mia dipendenza avesse lavorato sodo per nascondere l’esistenza del mio vero Potere Superiore. L’elemento chiave del Secondo Passo è sempre stato “possa ricondurci alla ragione”. I miei altri poteri superiori professavano e possedevano l’abilità di fare tante cose, ma mi facevano impazzire, perdere e ammalare.

Anche se ho fatto progressi considerevoli nel riconnettermi al mio centro spirituale, so di avere molta strada da fare. Non sono da solo e non ho bisogno di affrontare le difficoltà della vita senza alcun supporto. Al mio viaggio si aggiungono l’esperienza, la forza e la speranza dei miei fratelli e sorelle nel recupero. Sono più disposto ad arrendermi perché la mia esperienza personale mi ha dimostrato che l’unico modo per superare la mia malattia è lasciar andare.

So che fidandomi di un Potere più grande di me posso trovare un nuovo e miglior modo per affrontare la vita.

21 Novembre

Il cambiamento avviene secondo i tempi di Dio e non i nostri.

Sex Addicts Anonymous, p. 88 (p. 44 dell’edizione inglese)

Appena completato il Sesto Passo, sono rimasto lì con la mia lista di difetti di carattere in mano, che mi fissavano come se fossero veleni di cui non potevo liberarmi tanto velocemente. Mi sono inginocchiato e ho chiesto al mio Potere Superiore di rimuovere questi difetti. Ho chiesto loro di essere rimossi in modo che potessi essere al servizio degli altri. Mi alzai sulle ginocchia e andai avanti con la mia giornata.

La mattina successiva, ho pregato di nuovo che questi difetti fossero rimossi e ho continuato a ripetere il processo ogni giorno. Entro una settimana, ho notato che alcuni difetti di carattere non erano una grande difficoltà, mentre altri mi affliggevano ancora quasi quotidianamente. Presto, ho iniziato a dubitare di come avrei potuto essere utile a qualcuno mentre lottavo così tanto con i miei difetti di carattere. Perché il mio Potere Superiore non li stava rimuovendo tutti?

Poi un giorno, onestamente, ho condiviso con uno sponsee queste difficoltà. Questo ha aperto la conversazione a un dialogo molto vulnerabile. Ho imparato una lezione molto importante. Posso portare il messaggio lavorando al mio programma e rimanendo sobrio. Ma a volte posso essere utile proprio grazie alle mie difficoltà, non perché le ho superate.

Oggi posso ammettere i miei successi e le mie difficoltà in modo da poter essere veramente al servizio degli altri.

20 Novembre

I comportamenti che scriviamo all’interno dei cerchi non rimangono lì per sempre.

Strumenti del Recupero (Tools of Recovery), p. 13 edizione inglese

Una volta che inizio ad agire compulsivamente, sono nella parte rettiliana del mio cervello, la parte egoista che vuole solo ciò che vuole. È impossibile fermarsi. Prima di iniziare, tuttavia, ho ancora una possibilità. In quel momento, devo riconoscere la bugia che agire compulsivamente mi darà quello che voglio. La verità è che non mi piacerà l’atto, o me ne pentirò profondamente in seguito, o entrambi.

Quando ero sobrio per la prima volta, mi esercitavo a ricordare quanto mi faceva sentire male agire compulsivamente. Di solito, la prima cosa che facevo prima di agire compulsivamente era chiudere le veneziane, quindi mi esercitavo a farlo mentre pensavo agli effetti negativi della mia dipendenza. Alla fine l’abbinamento di queste due attività ha dato i suoi frutti. Non appena pensavo di chiudere le tende, lo collegavo agli effetti della mia azione compulsiva.

Non è una cura, ma è uno strumento. Mi dona un prezioso momento di lucidità prima di una mossa potenzialmente insensata e pericolosa. Il desiderio di agire compulsivamente potrebbe manifestarsi per il resto della mia vita. Non ho il controllo sui pensieri che mi vengono in mente, ma posso scegliere se credere o intrattenermi con quei pensieri.

Oggi non credo più alla voce del dipendente nella mia testa. Invece mi rivolgo al mio Potere Superiore, ai miei amici nel programma e alla mia stessa saggezza.