23 febbraio

La miglior cosa è che il segreto finalmente è stato rivelato. C’è un qualcosa di liberatorio nel sedersi in una stanza annunciando ad altre persone, […], che sei un sesso dipendente.

Sex Addicts Anonymous, p. 194 Storia 19: “Una sorgente di luce superiore” (p. 192 inglese)

Recentemente ho fatto la presentazione del mio Primo Passo al mio gruppo per la seconda volta. Il contrasto tra questa e la prima volta non avrebbe potuto essere più drammatico. La prima volta mi sono sentito come se la narrazione fosse radioattiva. È stato difficile costringermi a lavorarci. Era come se il mio computer mi respingesse mentre mi ci sedevo di fronte. Ho tralasciato le parti principali della mia storia di dipendenza dal sesso. E mi sono sentito stimolato per diverse settimane dopo.

In seguito ad aver ascoltato un Primo Passo che andava nei dettagli molto simili a quelli che avevo tralasciato, mi sono sentito incoraggiato a riguardare il mio. Non vedevo l’ora di scrivere i dettagli che avevo omesso. Prima avevo ancora paura, ma non avevo più la sensazione di trigger prima o dopo averci lavorato. Invece, ho provato un enorme senso di sollievo. Mi sono sentito nudo e vulnerabile durante la seconda volta, ma mi sono sentito su una nuvola per giorni dopo averlo fatto.

I muri erano caduti, i segreti vergognosi erano stati svelati, il mio fardello della vergogna più leggero, molto più leggero. Che liberazione! Questo è il miracolo dei Passi.

I miei segreti sono tossici. Far entrare la luce, essere conosciuti per chi siamo e comunque accettati, è guarigione.

22 febbraio

Quando accettiamo che fare a modo nostro non funziona, il Secondo passo apre la porta ad un’alternativa che funziona.

Sex Addicts Anonymous, p. 45 (p. 25 inglese)

Ricordo un periodo del mio recupero in cui credevo che l’astinenza a lungo termine fosse impossibile. Avevo sempre preso sul serio il mio recupero in SAA, ma inevitabilmente, sembrava, sono ricaduta nella disperazione, nella frustrazione e nella vergogna. Una volta, dopo due anni di astinenza, sono ricaduta direttamente in alcuni dei peggiori comportamenti della mia vita. Sentivo che il programma di SAA, i Dodici Passi e Dio mi avevano deluso. Ma poi ho guardato il mio sponsor e altri nei gruppi che frequentavo e ho visto che erano esempi viventi del miracolo della guarigione.

Ho esaminato più da vicino il Secondo Passo e ho scoperto che la quantità dei miei sforzi non era il problema. Era la qualità. Non avevo lasciato spazio al mio Potere Superiore per guidarmi e assistermi nel processo. Mi sono reso conto di aver lavorato freneticamente al programma, credendo che quello che vedevo fosse quello che c’era. La mia volontà tende ad essere miope, egoista, spaventata e alla ricerca del piacere. C’era molto che non comprendevo. Ho imparato invece a concentrarmi sulla mia relazione con il mio Potere Superiore, ascoltando e agendo secondo la volontà di Dio, non la mia. Quando l’ho fatto, l’astinenza a lungo termine e il recupero sono diventati una realtà per me.

Piuttosto che fare affidamento sulla mia mente da dipendente, posso migliorare la qualità delle mie azioni cercando il mio Potere Superiore per trovare una guida e il coraggio.

21 febbraio

Mettere comportamenti scivolosi nel cerchio centrale è un modo per renderci conto che siamo in pericolo di cadere.

Sex Addicts Anonymous, p. 25 Libro Verde (p. 18 inglese)

Questi sono momenti, circostanze, comportamenti e pensieri che potrebbero condurmi facilmente nel mio cerchio interno. Rimandendo sull’orlo con ostinazione mi predispone all’autosabotaggio e ad un ritorno a quel buio che tutti noi conosciamo bene. Ma non sono costretto; non più! Quando la mia mente è ingombrata dell’incertezza, sia che un elemento non è salutare sia che mi mette a rischio, posso trovare sollievo in un semplice strumento.

Scrivo i momenti, comportamenti, circostanze e modi di pensare che compromettono la mia sobrietà e serenità. Poi condivido cosa ho scritto con il mio sponsor. Prima di fare questo, i miei pensieri sono vaghi, rivestiti dalla negazione. Scrivendo la situazione, questa diventa definita, concreta e chiara. La vedo per ciò che è. Inoltre, buttando giù la situazione su carta mi calma la mente immediatamente e alleggerisce le mie emozioni.

Condividendo onestamente con il mio sponsor mi aiuta ulteriormente a identificare questi comportamenti. Poi, se è appropriato, posso inserirlo nel cerchio intermedio.

Oggi ho una scelta, e scelgo di esporre le mie ombre alla luce.

20 febbraio

Il cerchio intermedio è dove mettiamo quei comportamenti di cui non siamo sicuri.

“I Tre Cerchi”

Uno dei punti chiave del mio recupero è spostare la mia attenzione dagli sconosciuti alle persone che conosco. Per tutta la mia vita, l’umanità si trattava di una collezione di persone che avevo visto ma che non conoscevo veramente. Questo includeva i pedoni per le strade, autisti o passeggeri in macchine o autobus e clienti nei negozi, librerie o altri stabilimenti.

Ho interagito largamente con questi sconosciuti attraverso il contatto visivo. Non ho mai fantasticato oltre una relazione. Biasimavo le persone per non essere più aperti, eppure ero io a isolarmi. Ho respinto chiunque sembrasse aprirsi a me.

Nel recupero sto cercando di evitare di fissare negli occhi gli sconosciuti, e l’ho messo nel mio cerchio intermedio. Ma più importante, sto facendo piccoli passi nel rafforzare le amicizie e conoscere nuove persone. L’amorevole fratellanza di SAA mi fornisce delle opportunità splendide per conoscere davvero delle persone.

Guida i miei occhi a vedere coloro che potrebbero essermi amici.

19 febbraio

Abbiamo ammesso di essere impotenti di fronte alla nostra dipendenza sessuale e che le nostre vite erano divenute incontrollabili.

Sex Addicts Anonymous, p. 38 (p. 22 inglese)

È stato solo quando ho iniziato a lavorare il programma di SAA che ho potuto finalmente ammettere di avere un problema. La mia dipendenza dal sesso mi stava distruggendo. Era fuori controllo. Come un animale selvatico in gabbia, il miei comportamenti compulsivi si erano scatenati ed ero completamente incapace di fermarlo. Ho dovuto ammettere la sconfitta e lasciar andare per vedere quanto fossi diventato pazzo. La mia resistenza, però, era forte. La mia dipendenza dal sesso è sempre stata fondata su un bisogno umano fondamentale: la sicurezza.

Reduce da un incesto infantile, non sono mai stato al sicuro. Agendo compulsivamente, il mio istinto principale era quello di ottenere il controllo su persone, luoghi, cose e me stesso. Ho cercato di fare la parte di Dio e di gestire con successo la mia vita sessuale nell’unico modo che conoscevo: vincere. Il Primo Passo mi insegna il paradosso miracoloso del recupero: per vincere veramente, devo ammettere la sconfitta. Solo ammettendo e alla fine accettando che sono impotente al 100% sulla mia dipendenza dal sesso e che la mia vita è ingestibile, posso iniziare il viaggio salvavita dei Dodici Passi. Ora posso accettare che nel momento in cui comincio a praticare il Primo Passo, ho vinto. Ho lasciato andare i miei metodi, che non hanno mai funzionato, e ho permesso al mio Potere Superiore di guarirmi dall’interno.

Il Primo Passo mi garantisce l’umiltà di cui ho bisogno per lasciar andare il controllo e fidarmi del mio Potere Superiore.

18 febbraio

Sebbene le nostre esperienze siano diverse, alcuni aspetti sono comuni per molti di noi.

Sex Addicts Anonymous, p. 123 (p. 59 inglese)

La mia prima impressione dei programmi dei Dodici Passi è stata quella di ricette superficiali fatte con lo stampino per quello che consideravo un problema molto serio. Altrove, avevo sentito guru e sedicenti esperti esporre le loro soluzioni semplicistiche, ed ero diffidente. Invece, ho scoperto che i Dodici Passi sono un potente strumento per scavare in profondità nell’essenza individuale della mia dipendenza: le convinzioni, le azioni e le conseguenze che rendevano la mia vita ingestibile.

Ho imparato che questo è un programma spirituale che cambia la vita per tutta la vita. Sottolineo l’aspetto spirituale perché parte della mia esperienza di vita includeva un contesto religioso violento. Accettare quello che gli altri chiamavano Dio è stata una grande sfida per me. La richiesta e la possibilità di scoprire il mio Potere Superiore mi ha aiutato ad accettare le differenze tra me e gli altri nel programma. Attraverso i passi, il mio sponsor, il mio gruppo e le mie letture, ho trovato il mio Potere Superiore. Condividere il mio inventario con il mio sponsor mi ha aiutato a scoprire e accettare me stesso, con i miei nei e tutto il resto. Ho iniziato a vedere nuove possibilità e fare scelte più sane.

Osservando la vera natura della mia dipendenza e la soluzione, ho trovato un terreno comune e fratellanza con altri membri del programma. Ho imparato a mettere da parte le differenze superficiali e concentrarmi sul messaggio profondo e comune della guarigione attraverso la fratellanza di persone con difficoltà simili e una soluzione comune.

Che io possa continuare a cercare somiglianze, sapendo che facciamo tutti lo stesso viaggio.

17 febbraio

Negli incontri impariamo che possiamo fidarci di mostrarci agli altri per chi siamo veramente, e sentirci comunque accettati.

Sex Addicts Anonymous, p. 17 (p. 11 inglese)

Quando sono entrato per la prima volta nel programma, non mi fidavo di me stesso. Soprattutto, non mi fidavo delle mie emozioni; Le consideravo mie nemiche perché mi avevano tradito. Pensavo che mi rendevano debole, e dovevo essere forte in tutte le circostanze. Stavo sempre in guardia, tenendomi d’occhio. Inoltre non mi fidavo delle altre persone. Credevo che se avessi permesso a qualcuno di avvicinarsi a me, mi avrebbe lasciato o avrebbe sbandierato i miei segreti, quindi stavo sempre in guardia e li tenevo d’occhio. Ero esausto e solo, e mi sentivo intrappolato nella convinzione che fosse proprio questo il modo in cui andasse la vita. Inutile dire che la mia dipendenza prosperava in questo ambiente.

Un punto di svolta nella mia guarigione è iniziato quando ho provato lentamente a fidarmi abbastanza di me stesso da riconoscere le mie emozioni, e poi a fidarmi abbastanza degli altri da condividere le mie emozioni con loro. Quando ho iniziato a riconoscere ed esprimere ciò che stava accadendo dentro di me, ho scoperto che questo stava alleviando la mia solitudine e il dolore. Ho anche imparato che le mie emozioni erano una grande fonte di informazioni su come interpreto il mondo intorno a me.

Nel processo, mi sono reso conto che, fidandomi delle mie emozioni e poi fidandomi del mio gruppo e dei miei amici, mi fidavo anche del mio Potere Superiore.

Riconoscendo semplicemente i miei sentimenti, posso aprire la porta alla fiducia e alla guarigione.

16 febbraio

Man mano che cresce l’umiltà, vediamo la nostra vita e persino i nostri problemi con gratitudine.

Sex Addicts Anonymous, p. 89 (p. 44 inglese)

Quando sono entrato per la prima volta in SAA, la gratitudine era per me qualcosa di insondabile. Mi chiedevo come diamine facessero i membri di SAA a riferirsi a sé stessi come dei grati sessodipendenti in recupero. Come si fa ad essere grati per le vite distrutte che portiamo in queste stanze?

Nel corso del tempo, e probabilmente perché l’ho sentito ripetere più volte, mi sono reso conto che queste persone hanno gratitudine perché praticano la gratitudine. Ho imparato che la gratitudine può essere sviluppata. Se il risentimento è uno dei principali fattori di rischio della nostra malattia, ho trovato la gratitudine come una delle migliori medicine.

Nella mia dipendenza, la mia mentalità era quella dell’autocommiserazione, come se il mondo mi avesse maltrattato o mi dovesse qualcosa. Quando mi sono reso conto che l’universo non fa favoritismi e che non ne ho diritti particolari, ho potuto coltivare la gratitudine per quello che ho. Quando riconosco che alla fine tutte le mie esperienze positive e negative svaniranno, spesso rapidamente, posso sviluppare il distacco e apprezzare la vita per quello che è. Non devo più aggrapparmi al passato o controllare il futuro. Posso solo essere presente.

Che io possa portare consapevolezza, non a tutte le mie aspettative senza risposta, ma a tutti i modi in cui la mia vita è ricca, proprio qui, proprio ora. Che io possa riconoscere la natura passeggera della vita ed essere grato per tutto quello che ho, proprio qui, proprio ora.

15 febbraio

Ogni gruppo di SAA dovrebbe essere completamente autonomo, rifiutando contributi esterni.

Sex Addicts Anonymous, p. 188 (p. 87 inglese)

Nel processo di miglioramento, recupero e infine di crescita in SAA, ho visto crescere e cambiare insieme a me la mia comprensione della Settima Tradizione. Durante le prime volte alle riunioni mi fu detto “I Passi ti terranno lontano dal commettere suicidio, e le Tradizioni dal commettere un omicidio.” In altre parole, se il problema era con me stesso, bisognava trovare il Passo che si applicasse. Se si trattava di una situazione con qualcun altro, dovevo applicare una Tradizione.

Il mio Sponsor mi ha insegnato che potevo mettere il mio nome al posto di ”Ogni gruppo di SAA” e che sarei riuscito a vedere rapidamente come i miei comportamenti compulsivi fossero connessi col volere che gli altri mi supportassero quando in realtà era il mio dovere fare altrettanto.

Man mano che gli anni passano ed io divento sempre più autosufficiente, vedo come migliorano i miei rapporti con gli altri. Oggi capisco che è più di una “Tradizione sui soldi”. E’ un modo di vivere sia indipendente sia interdipendente con gli altri.

Dio, aiutami oggi ad essere ricettivo e disposto a vedere dove posso migliorare nell’essere più autosufficiente. Che io possa vedere dove eccello in questo.

14 febbraio

Abbiamo capito che uno dei motivi per cui questo processo funziona così bene è proprio perché siamo noi a farlo da soli.

Sex Addicts Anonymous, p. 177 (p. 83 inglese)

Quando ho iniziato a partecipare alle riunioni di SAA, mi comportavo passivamente. Non ero sicuro di cosa stesse succedendo, cosa sarebbe successo e cosa ci si aspettava da me. Continuando a tornare, tuttavia, ho iniziato a farmi un’idea di cosa trattano le riunioni, quali sono i ruoli di servizio nei miei gruppi e cosa posso fare per aiutare.

Penso che sia importante ricordare che la Quarta Tradizione non solo libera i nostri gruppi dal controllo esterno, ma pone anche la responsabilità della condotta dei nostri gruppi direttamente su ciascuno di noi. Non esiste gruppo senza il nostro servizio individuale. La passività è una posizione naturale dove un nuovo arrivato comincia, ma non dove deve rimanere. Ci sono riunioni da condurre, riunioni di servizio a cui partecipare, telefonate a cui rispondere, membri da sponsorizzare, conferenze da organizzare. Se lascio fare queste cose agli altri, perdo un elemento vitale del recupero.

Come diciamo in recupero “Funziona se ci lavori”. Parte del lavoro significa essere un partecipante attivo nel mio gruppo e in SAA nel suo insieme.

Posso accettare con gratitudine l’autonomia, la libertà e la responsabilità che sono mie perchè membro di SAA