12 maggio

Quando ci liberiamo delle nostre cattive abitudini, non sappiamo ancora che cosa le sostituirà, speriamo solo che sia qualcosa di meglio.

Sex Addicts Anonymous, p. 52 (p. 28 edizione inglese)

Il Terzo Passo è quello della resa e dell’impegno cosciente. È un’azione piccola ma misurabile per cambiare i miei atteggiamenti. È qui che corro il rischio di riporre la mia fede e la mia fiducia in qualcos’altro, non nella mia dipendenza, non in me stesso, non nei miei amici o nella mia famiglia. Questa è l’umile promessa che chiede che sia fatta la volontà del mio Potere Superiore, non la mia. È il difficile compito di lasciare andare le redini. Un membro può riassume i primi tre Passi come segue: Ho un problema e trovo aiuto, se sono disposto a chiederlo.

Il Terzo Passo è dove ammetto consapevolmente di voler essere guidato da qualcuno o da qualcos’altro su una strada migliore. Molti lottano con l’idea di Dio come possono concepirlo, ma questo programma chiede e permette a ciascuno di noi di scoprire un Potere Superiore che opera nella nostra vita. Può assumere molte forme, includendo la coscienza di gruppo, la natura, l’universo e una dei buoni consigli da seguire. Il programma consente tutto questo e altro ancora.

Ciò che conta è che crediamo, per quanto in quantità infinitesimale, che qualcosa al di là di noi abbia un’idea migliore di dove dovrebbe portarci la nostra strada.

Se posso accettare che forse non sono il padrone del mio destino e arrendermi a ciò che non posso controllare, la mia vita può andare in una direzione diversa e più positiva.

11 maggio

I comportamenti pericolosi sono cose che facciamo che ci espongono a ciò che innesca la dipendenza. Potrebbero non essere sessuali di per sè stessi, ma ci mettono a rischio di agire compulsivamente.

“Astinenza” (opuscolo SAA)

Quando guido attraverso la parte della città in cui agivo compulsivamente, devo concentrarmi sugli affari legittimi per cui mi trovo lì o evitare di andarci del tutto. Il mio sponsor mi ha raccomandato di essere “geograficamente creativo” nella pianificazione dei miei viaggi in modo da evitare quei posti dove agivo compulsivamente. Ho trovato percorsi alternativi per viaggiare verso la mia destinazione.

Ho scoperto nuovi quartieri in città che finora mi erano sconosciuti. Per puro caso, ho persino trovato una caffetteria su una delle nuove rotte attraverso la città dove hanno un caffè tostato scuro unico che ho imparato ad amare. Ora faccio di tutto per usare il nuovo percorso. Sono convinto che Dio mi abbia ricompensato perché ho scelto un percorso alternativo, un percorso ancora più desiderabile di quegli itinerari scivolosi.

Oggi chiedo al mio Potere Superiore di guidarmi verso sentieri sicuri, che risultano essere più piacevoli dei sentieri scivolosi del passato.

10 maggio

Molti trovano beneficio nello stilare una storia sessuale personale, includendo l’esplorazione della sessualità nella propria famiglia d’origine.

Il Primo Passo del Recupero (First Step of Recovery)

Quando ero giovane, mio fratello mi toccava in modi che mi facevano sentire formicolante e calda. Se protestavo, mi teneva ferma e continuava. Sapevo che era sbagliato. Ho provato a dirlo a mia madre, ma le parole non mi uscivano dalla bocca. Poi un giorno non l’ha più fatto. Mi sentivo mortificata di volerlo ancora. Mi sono sentita abbandonata. L’ho odiato per anni.

Quando scrissi il mio Quarto Passo, mi sono resa conto di dover includere la parola “molestie”. Era dura da ammettere, persino alla mio sponsor. Ho odiato che mio fratello mi avesse tolto l’innocenza. Avevo tantissime domande senza risposta. Tuttavia, sono andata avanti, e alla fine era l’ora di fare il Nono Passo.

La mia prima ammenda è stata verso mia madre. Siamo andate a parare sull’argomento di mio fratello, e mi raccontò che lui aveva subito abusi da una donna che gli aveva detto di fare pratica a casa. Lui l’aveva fatto su di me e poi era andato dalla mia sorella che stava entrando nella pubertà. Ecco perché mi aveva abbandonata.

Anche se mi ha disgustato sentire queste cose, hanno cambiato il mio cuore. Mi sentivo dispiaciuta per mio fratello e mia sorella. Provo compassione ed empatia per il mio aggressore. Poi, ero pronta a fare ammende per le cose che io avevo fatto a lui. Il mio fardello fu sollevato. E’ stato doloroso esplorare questo capitolo della mia vita, ma ne è valsa la pena. La mia serenità ne vale la pena.

La serenità è una scelta che posso fare in qualsiasi momento.

9 maggio

Toccare il fondo significa raggiungere un punto così basso – mentalmente, fisicamente, emovitamente e spiritualmente – che porta a superare la negazione.

Sex Addicts Anonymous, p. 15 Libro verde vecchia ed. (p. 8 edizione inglese)

Uno dei fondatori dei programmi dei Dodici Passi ha riferito ai dipendenti di ricordare il proprio fondo ogni giorno. Così semplice come questa guida, i particolari cambiano da persona a persona. Per molti si tratta delle dolorose conseguenze (rapporti o lavori persi, arresti, malattia o umiliazione pubblica) che scaturiscono dall’agire compulsivamente. Per me, i punti fondamentali erano più interni.

Quando toccai il fondo, stavo facendo una carriera incredibile e comprai una nuova macchina e una nuova casa, avevo appena avuto un bambino, e stavo ricevendo un sacco di approvazione pubblica. Dall’esterno tutto sembrava procedere bene. Dentro, però, stavo cadendo a pezzi. Ero solo e disperato, terrorizzato di essere scoperto ed essere stravolto dalla vergogna della mia dipendenza. Ero una bugia, un bel disastro. Perché dovrei ricordare tutto quello?

Ognuno dei Passi, dall’accettare la mia impotenza al portare il messaggio, mi portano a rivedere i mie punti più bassi. Ricordando, non solo affronto i fatti, ma rivivo le emozioni di quei tempi, e divento più vulnerabile e disponibile a livello emotivo e spirituale. Sembra che questa apertura crei uno spazio per il mio Potere Superiore per lavorare su di me. I doni della resa (un altro giorno di astinenza, un piccolo passo in più nella crescita spirituale, un mezzo per essere di servizio, una più sentita gratitudine per la mia vita) ora fluiscono da questi ricordi.

Il ricordo di cosa mi ha portato qui, diventa un canale tramite il quale il mio Potere Superiore fornisce speranza e forza.

8 maggio

La nostra malattia ci ha impedito di essere pienamente presenti quando facevamo sesso […] Molti di noi riconoscono una sessualità più sana quando provano qualcosa di veramente diverso da ciò che conoscevano nella propria dipendenza.

Sex Addicts Anonymous, p. 152-153 (p. 71 edizione inglese)

Quando mangio un pezzo di pane, di solito non penso a chi ha coltivato il grano, cosa è servito perché il grano diventasse pane, o in quante mani è passato prima di atterrare nelle mie. Sono disconnesso da tutta questa serie di eventi e non provo molta gratitudine e apprezzamento per quello che mi è stato dato.

Allo stesso modo, mi sono perso così tanto quando sono stato sequestrato dalla mia malattia. Ho perso la vera connessione con il mio partner non essendo presente durante il sesso. Come quell’atteggiamento di cui i filmati sessualmente espliciti sono un esempio, ero disconnesso dal significato più profondo di quelle interazioni, non lasciando nient’altro che una lontana ombra di vera intimità. Quei comportamenti non mi aiutano.

Nel recupero pratico la presenza mentale rimanendo fermo e osservando ciò che i miei sensi mi dicono. Mi permetto di provare le mie emozioni senza giudicarle, negarle o seppellirle. Sto cominciando ad accettare l’affetto amorevole del mio partner e a permettermi sia di dare che di ricevere nutrimento sessuale mentre sono pienamente presente nel momento. Questo porta un significato e una connessione più profondi nella nostra relazione e una maggiore soddisfazione nelle nostre esperienze sessuali. Essere presente consente in qualsiasi momento di aprire strade ricche e gratificanti, sia che stia mangiando un toast o connettendomi con il mio partner.

Potere Superiore, per favore aiutami a essere presente e consapevole in tutto ciò che faccio oggi.

7 maggio

Come fratellanza, il nostro obiettivo è il benessere comune dei dipendenti sessuali ovunque essi siano. La Prima Tradizione chiarisce che il recupero di ogni membro dipende da quanto intensamente si lavora su questo obiettivo.

Sex Addicts Anonymous, p. 168 (p. 79 edizione inglese)

Amo e odio questa tradizione, proprio come ho un rapporto di amore-odio con il recupero. Amo il fatto che la mia dipendenza mi porti a un nuovo modo di vivere, con la promessa di una trasformazione spirituale, ma odio il fatto di essere impotente e limitato dalla mia dipendenza. Odio non poter guarire da solo, ma amo sperimentare l’unità di questo programma. Se potessi farlo da solo, non avrei mai il privilegio e il potere di condividere in quell’unità. E posso sperimentare quell’unità ad ogni riunione quando preghiamo insieme.

Siamo uniti da un problema comune, per un obiettivo comune e nella fede comune che un Potere più grande di noi possa riportarci alla sanità mentale. Nella ricca diversità di esperienze, credenze, opinioni, valori e preferenze nella nostra fratellanza, trovo un potente principio spirituale nell’unità di questo programma. Questa tradizione mi ricorda che il mio benessere individuale dipende dal nostro benessere comune. Il mio impegno deve essere quello di “coltivare la tolleranza e la buona volontà”, per lasciare che lo spirito di unità abbia la meglio sui disaccordi. Senza questa unità, perderò il mio recupero e mi ritroverò “isolato e solo … spiritualmente vuoto”. Un’esperienza che ho già fatto.

Ho bisogno di noi così posso trovare una nuova vita. Possa io essere consapevole di ciò che condividiamo.

6 maggio

Il Quinto Passo ci aiuta ad alleviare il peso dei nostri segreti, a uscire dal nostro isolamento e ad affrontare noi stessi, in maniera così onesta che da soli non saremmo riusciti a fare. Con il Quinto Passo, veniamo allo scoperto.

Sex Addicts Anonymous, p. 72 (p. 37 edizione inglese)

Il Quinto Passo è stata una grande sfida. Discutere con il mio Potere Superiore della natura esatta dei miei torti, i problemi sottostanti e i fattori determinanti, ha richiesto molto coraggio e comprensione dei miei comportamenti passati e presenti. Ma in quel processo, ho acquisito maggiore consapevolezza di me stesso e sono stato anche in grado di iniziare a vedere i miei torti da una prospettiva più sana. Questa azione ha iniziato ad allentare il potere e il controllo che i miei torti avevano, di tenermi ammanettato alla mia dipendenza.

Condividere questa storia con un’altra persona è stato qualcosa di simile a fare un Primo Passo, ma con più profondità ed emozioni più variegate. È stata una conversazione ragionevolmente lunga, della durata di diverse ore. Alla fine di tutto, un altro enorme peso è stato sollevato dalle mie spalle e so di aver posto le basi per perdonarmi in quel processo.

Considero il Quinto Passo come cancellare una lavagna, un’opportunità per lasciar andare molte ferite e torti che mi hanno tenuto legato al passato. Mi permette di balzare in avanti con rinnovata energia e concentrarmi nel mio recupero.

Esprimendo la natura dei miei torti e della mia rabbia, i risentimenti e il dolore del mio passato, rinuncerò a quei fardelli che mi tengono bloccato nella mia dipendenza.

5 maggio

Se continuiamo ad agire compulsivamente in maniera sistematica, è possibile che non siamo completamente disposti ad ammettere la nostra impotenza nei confronti della nostra dipendenza.

Sex Addicts Anonymous, p. 146 (p. 69 versione inglese)

Per anni ho continuato ad agire compulsivamente, poi andavo alle riunioni e dicevo di voler essere sobrio. La ricaduta continua mi ha portato disperazione e autocommiserazione. Ci sono stati momenti in cui ero pronto a smettere con il programma. Questa disconnessione è stata finalmente riconciliata quando ho ammesso che non sapevo se volevo essere sobrio. In verità, non volevo ammettere di essere impotente. In fondo alla mia mente, pensavo ancora che un giorno sarei stato in grado, in qualche modo, di controllare la compulsione.

La bellezza dei Dodici Passi è che, se ho il desiderio di smettere di agire compulsivamente, posso ricominciare il recupero oggi. La bellezza delle Dodici Tradizioni è che, finché ne ho il desiderio, posso appartenere a questa fratellanza. Il mio Potere Superiore deciderà quando la compulsione se ne andrà, ma spetta a me applicare l’azione al mio desiderio di recupero. Solo io posso ammettere di essere impotente su questa compulsione e quindi rinunciare a qualsiasi pensiero di controllo. Da lì posso iniziare il viaggio verso una nuova vita attraverso i Passi, la sponsorizzazione, le riunioni, l’amicizia, la preghiera, il servizio e le attività del cerchio esterno.

La vittoria può iniziare ora con la mia completa resa.

4 maggio

Ogni gruppo non ha che un unico solo scopo principale: portare il messaggio al dipendente sessuale che ancora soffre.

Sex Addicts Anonymous, p. 181 (p. 84 versione inglese)

Man mano che percorro il recupero, è facile dimenticare il nostro scopo primario. Ci sono dei giorni in cui il mio cerchio intermedio mi seduce come la canzone di una sirena a dormire negli abissi del mio cerchio interno, attraendomi ad agire compulsivamente. Ci sono anche giorni in cui mi sento coinvolto nei miei doveri come segretario del mio gruppo locale. Altri giorni mi ritrovo coinvolto nelle attività e progetti del mio intergruppo.

Mi immergo così tanto nel mio recupero o nelle attività quotidiane da dimenticare lo scopo primario: portare il messaggio al dipendente sessuale che ancora soffre. Non vorrei che nessun altro dipendente patisse la devastazione che mi ha soggiogato per anni.

Nelle riunioni ho sentito dire che il nuovo arrivato è la persona più importante nella stanza. Periodicamente ho bisogno di soffermarmi e chiedermi se sto rendendo il messaggio di recupero di SAA comprensibile e accessibile ai nuovi arrivati. Ho anche bisogno di contribuire ad un’atmosfera accogliente che faccia desiderare ai membri di restare, condividere, ritornare ogni settimana, lavorare i Passi con uno sponsor e impegnarsi nel proprio recupero.

Cosa posso fare oggi per tendere la mano ad altri sesso dipendenti in cerca di aiuto?

3 maggio

Accettare la nostra dipendenza sessuale porta speranza, grazie all’accettazione della verità e inizia un percorso spirituale nel recupero dei Dodici Passi.

Per Cominciare (Getting Started), p. 8

All’inizio in SAA, durante il mio Primo passo, ho cercato di pensarla a modo mio. Ero consapevole della mia impotenza e ingestibilità, e credevo che l’accettazione fosse sufficiente. Tuttavia, non mi stavo disintossicando. Allora un anziano nel programma mi spiegò che “abbiamo ammesso” va oltre il mero “pensare”. Significa impegnare tutto me stesso nella verità sulla mia dipendenza.

“L’ammissione” giunse quando lasciai cadere tutte le mie difese e sentii la colpa per ciò che avevo fatto. Sono caduto a terra, singhiozzando ininterrottamente per un’ora. Ero nudo e sentivo addosso tutto il peso della mia dipendenza. Dopo aver finito le lacrime, una voce dentro di me disse: “Rimani collegato a questi sentimenti”.

Ho cercato di rimanere connesso a quei sentimenti ogni giorno tramite la preghiera, la musica, la scrittura sul diario, la lettura; qualsiasi cosa che aiutasse. Successero due cose incredibili. La prima, l’impulso di agire compulsivamente svanì; secondo, mi sono ritrovato sollevato da quella fossa ogni giorno sempre di più. Dopo aver agito compulsivamente per vent’anni, il mio Potere Superiore mi stava ricostruendo senza la mia dipendenza. Ora, con decenni di astinenza, sto crescendo ancora.

C’è un detto: “Nominalo, reclamalo e poi lascialo andare”. Dovevo reclamarlo per poter toccare il fondo emotivamente devastato e rimanere in contatto con esso, in modo da permettere al mio Potere Superiore di liberarmi e ricostruirmi. Fa male, e mi addolora ancora un po’, ma la mia nuova vita vale ogni grammo di dolore.

Toccare il fondo è l’accesso alla mia nuova vita nel recupero.