9 agosto

Avendo accettato sia la realtà della nostra malattia che la possibilità che un Potere Superiore possa aiutarci laddove i nostri sforzi hanno fallito, facciamo un atto di fede, rivolgendoci a quel Potere per ricevere aiuto.

Strumenti di recupero, pagina 28

Era ora di fare un salto di fede!

Come un nuovo venuto in recupero, con un residuo di colpa e vergogna per essere cresciuto gay in una chiesa severa di una piccola città conservatrice, la mia comprensione di Dio era stata contaminata da condanna, giudizio, vergogna, ipocrisia e lunga sofferenza. Avevo perso la pura luce della compassione e dell’amore incondizionato che, da bambino, sapevo essere il mio Dio. L’avevo scambiato per il Dio condannante, geloso e autoritario di cui altri mi avevano convinto, come se me lo meritassi di avere un Dio così dopo aver scelto di essere il mio vero Io.

Quando è arrivato il Terzo Passo, avevo sentito qualcuno condividere l’idea di tenere una “Scatola di Dio” come un modo per capovolgere la mia volontà. Ho sentito un forte strattone dal mio bambino interiore che diceva: “Voglio un baule in modo da poterci stare dentro, nascondermi ed essere al sicuro”. Come ammenda per il mio io bambino, ho decorato il mio baule di Dio con immagini di colore, luce, bellezza, connessione e amore sconfinato, tutte le cose che il mio bambino conosceva, ma che avevo dimenticato. Grazie, SAA, per avermi fatto ricordare.

Scegliere di essere chi e cosa sono stato creato per essere mi ha ricondotto a Dio così come lo capivo.

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