La paura non riconosciuta è spesso presente quale aspetto pervasivo del nostro pensiero e comportamento compulsivo.
Tools of Recovery (Strumenti di recupero), pagina 21
Ogni volta che mi trovo a non sapere come fare la prossima cosa davanti a me, sento subito il bisogno di affogare il pericolo nella pratica della dipendenza. Potrei temere la noia di lavare i piatti. Oppure, posso temere la mia stessa stupidità, non sapere come risolvere un compito, che in realtà non ho nemmeno ancora definito, per carità! Il rinvio è l’indumento che indosso per far fronte all’emergenza – e poi un altro rinvio e poi un altro – finché non sarò soffocato sotto il peso di tutti loro. Anche il sonno, il divertimento e certe evasioni virtuose funzionano. Ma, per questo dipendente, il modo ideale per eludere la paura era la dipendenza dal sesso. È stato eccitante, divertente e richiedeva molto tempo.
Se inizio la mia giornata con uno sguardo sobrio, mi siedo e faccio visita a Dio, prego per le cure di Dio, chiedo benedizioni per gli altri e faccio un paio di chiamate agli amici in programma, allora trovo l’energia per permettermi di respirare. Trovo l’energia potente e attiva della serenità. In breve, scopro di poter rimandare la procrastinazione. Scoprio di poter camminare verso le mie paure. E quando lo faccio, quelle paure spesso non sono affatto draghi, ma vermi, o meno. Posso leggere la mia giornata mentre si svolge, mentre le sue pagine si voltano, come realmente è; e sto bene.
Il programma mi aiuta a smettere di rallentare e ad iniziare a camminare a grandi passi, a testa alta.
