16 febbraio

Man mano che cresce l’umiltà, vediamo la nostra vita e persino i nostri problemi con gratitudine.

Sex Addicts Anonymous, p. 89 (p. 44 inglese)

Quando sono entrato per la prima volta in SAA, la gratitudine era per me qualcosa di insondabile. Mi chiedevo come diamine facessero i membri di SAA a riferirsi a sé stessi come dei grati sessodipendenti in recupero. Come si fa ad essere grati per le vite distrutte che portiamo in queste stanze?

Nel corso del tempo, e probabilmente perché l’ho sentito ripetere più volte, mi sono reso conto che queste persone hanno gratitudine perché praticano la gratitudine. Ho imparato che la gratitudine può essere sviluppata. Se il risentimento è uno dei principali fattori di rischio della nostra malattia, ho trovato la gratitudine come una delle migliori medicine.

Nella mia dipendenza, la mia mentalità era quella dell’autocommiserazione, come se il mondo mi avesse maltrattato o mi dovesse qualcosa. Quando mi sono reso conto che l’universo non fa favoritismi e che non ne ho diritti particolari, ho potuto coltivare la gratitudine per quello che ho. Quando riconosco che alla fine tutte le mie esperienze positive e negative svaniranno, spesso rapidamente, posso sviluppare il distacco e apprezzare la vita per quello che è. Non devo più aggrapparmi al passato o controllare il futuro. Posso solo essere presente.

Che io possa portare consapevolezza, non a tutte le mie aspettative senza risposta, ma a tutti i modi in cui la mia vita è ricca, proprio qui, proprio ora. Che io possa riconoscere la natura passeggera della vita ed essere grato per tutto quello che ho, proprio qui, proprio ora.

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