Sono stati i migliori pensieri a causarci problemi prima di tutto.
Sex Addicts Anonymous, pagina 80 (pagina 63 in inglese)
“Amico, non si tratta di sesso!” è una delle prime cose che ho sentito nel recupero. Certo, il sesso riguardava il sesso, o no? O invece si? Stentavo a crederci. Allora di cosa si trattava? Era più una medicina alla propria insicurezza, senso di inadeguatezza e ai sentimenti scomodi come la paura e l’ansia. Si trattava di affrontare situazioni scomode come discutere col mio partner o giornate difficili al lavoro.
Era stato sconvolgente! Se il sesso non riguarda il sesso, di cosa si trattano le altre cose di cui credevo sapere? Potevo fidarmi di quello che avveniva tra le mie orecchie? Questo modo di vedere le cose ha cambiato la mia vita. Se mi sentivo spinto ad agire compulsivamente, potevo chiedermi cosa stesse realmente succedendo. Ho iniziato a pregare il mio Potere Superiore di mostrarmi la verità. Quella semplice preghiera mi aiuta a calmarmi, distinguendo il turbinio dei miei pensieri ed emozioni da una parte, e le mie azioni dall’altra.
Ho iniziato a ricostruire la mia vita dalla preghiera, l’aprirsi con gli amici di programma, la letteratura e cercando nuovi comportamenti. Ho iniziato a percepire lentamente i sentimenti da cui ero fuggito per tanto tempo. A volte si sente come un pugno nello stomaco, ma se chiedo aiuto ogni volta che affronto un sentimento scomodo e pratico la pazienza, posso uscire da quell’esperienza un po’ più forte e un po’ più leggero. Ora c’è un adulto pronto a proteggere e prendersi cura del bambino spaventato che ho dentro: me stesso.
I sentimenti non sono fatti; non mi uccideranno. Da essi posso imparare cose su me stesso, sapendo che, in questo momento, sono al sicuro.
