Quando giudico qualcuno non sento pace, perciò continuo a rimanere concentrato nel compilare il mio inventario invece di farne uno per qualcun altro.
Sex Addicts Anonymous, Storia di recupero n. 45 I passi verso la libertà, p. 455 (p. 326 inglese)
Quando il mio sponsor mi ha incoraggiato a scrivere in un diario i difetti di cui ero meno disposto a sbarazzarmi, ho subito identificato dei pensieri ipercritici. Sono sempre stato fiero di non aver pazienza con le persone che pensano che le regole non si applichino a loro. Il bello di questo erroneo modo di pensare è che sono io l’unico arbitro delle motivazioni altrui.
Un giorno durante il traffico, un conducente davanti a me aveva svoltato a sinistra quando c’era insegna con il divieto di svoltare a sinistra. Ho iniziato subito a giudicare. Sono stato giustamente indignato per giorni. La rabbia e il senso di superiorità tornavano ogni volta che superavo l’incrocio.
Discutendone con il mio sponsor e altri, ho riconosciuto che il conducente dell’auto era probabilmente una brava persona che aveva semplicemente commesso un errore. Lo sa il cielo che non voglio essere giudicato solo per i miei errori!
Se esprimo giudizi e disprezzo gli altri, perdo l’umiltà, mi isolo e non lascio spazio all’empatia, alla comprensione, al perdono o all’amore. Ora ho gli strumenti. La Preghiera della Serenità e il Terzo Passo mi ricordano su cosa ho effettivamente il controllo. Il mio Quinto e Ottavo Passo mi impediscono di diventare troppo ipocrita. La gentilezza e l’accettazione che ho sperimentato in SAA mi ricordano il potere dell’amore.
Grazie per avermi mostrato un altro modo.
