16 gennaio

In spirito di gratitudine, cerchiamo opportunità per servire Dio e altri membri della fratellanza. Il nostro percorso continua con il Dodicesimo Passo.”

Sex Addicts Anonymous, pagina 73 (p. 122 Libro Verde con Storie di recupero; p. 58 in inglese)

Dopo un anno di sobrietà ho affrontato un periodo di ansia molto intensa. Non ero pronto. La mia malattia mi aveva stravolto e dilaniato per sei mesi. Continuavo a frequentare le riunioni, parlando apertamente con il mio sponsor e con gli altri. Ho preso talmente tante batoste che alla fine mi sono arreso. Riconoscendo l’ansia apertamente, ho realizzato che non era basata sulla realtà presente. Questo mi ha aiutato a viverla così com’era, senza cercare di nascondermi o fuggire. Ho letto la letteratura, ho pregato e meditato. A volte, emotivamente prosciugato, la preghiera mi ha tirato fuori dal mio straziante senso di inadeguatezza. Man mano che continuo ad aprirmi, si apre una piccola crepa nella mia armatura di odio per me stesso. Ho iniziato a praticare la gratitudine, specialmente la gratitudine di aprire la mia anima agli altri senza essere rifiutato.

Ho cercato di fare servizio, condividendo sinceramente con coloro che soffrono. Durante questo periodo, ho realizzato una verità fondamentale nel programma dei Dodici Passi: La miglior cura che posso offrire a me stesso è offrire la guarigione agli altri. Ho iniziato a fare servizio più spesso che potevo e, ogni volta che l’ho fatto, ho sperimentato l’amore. Ricevo sempre più di quanto io dia. Ora sono sobrio da un po’, e lo devo alla lezione imparata dalla mia più grande angoscia.

 Quando dono, vivo.

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