12 gennaio

Aprirsi agli altri è più facile per noi quando possiamo fidarci che la nostra stessa presenza e ciò che condividiamo saranno ascoltati in confidenza

Strumenti di recupero, pagina 4

Al mio primo incontro di SAA, ero terrorizzato e sospettoso. L’anonimato mi ha assicurato che non ci sarebbe stata nessuna punizione e il rifiuto che associavo a qualsiasi discussione sulla sessualità. Ho ascoltato le storie di altri dipendenti dal sesso e ho capito che il giudizio più duro era il mio. I membri del gruppo non mi denunciano né tentano di mettermi in imbarazzo pubblicamente. Sono arrivato a vedere le mie paure sia come espressioni della mia vergogna per i miei comportamenti compulsivi, sia della mia grandiosità nel pensare di essere abbastanza importante da far sì che gli altri volessero farmi del male.

Parte della mia paura della punizione era giustificata, sia per il mio comportamento da molestatatore sessuale, sia come artefatto del background morale dei miei anni formativi. Non sapevo cosa fosse la sessualità sana e sto ancora imparando. L’anonimato mi ha fornito un ambiente emotivamente sicuro per ascoltare gli altri ed eventualmente porre le mie domande. Sono stato in grado di identificare coloro con cui ho potuto praticare il dono più raro: la fiducia. Sono stato in grado di chiedere aiuto.

La sicurezza creata dal principio spirituale dell’anonimato è stata fondamentale per il mio primo periodo in recupero, mi ha permesso di chiedere aiuto senza il timore di punizione o rifiuto. Mi ha permesso di iniziare ad avere la capacità di fidarmi degli altri, delle persone appropriate, e di essere aperto e onesto nel mio recupero.

L’anonimato fornisce la sicurezza di cui ho bisogno per praticare la fiducia e l’onestà.

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