11 dicembre

Siamo grati per l’opportunità di condividere il prezioso dono del recupero con altri fratelli e sorelle in prigione.

“Lettere ai Carcerati” (Writing to Prisoners).

I carcerati condannati per crimini sessuali, desiderosi di smettere i propri comportamenti sessuali compulsivi attraverso il programma di SAA, sono di solito i membri dimenticati della nostra fratellanza. So questo per esperienza personale. Molti anni fa ero un “consumatore di servizi correzionali” frutto della vittimizzazione e del dolore arrecato ad altri per via della mia malattia. Conosco gli intensi sentimenti di vergogna, colpa, solitudine, ostracismo, paura, autocommiserazione e disperazione che inghiottiscono i sesso dipendenti incarcerati. Una volta fuori, veniamo spesso stigmatizzati dalla nostra cultura per il nostro passato, alimentando quegli stessi sentimenti. La prigione può prendere molte forme.

Ho visitato e sponsorizzato via posta alcuni carcerati. Offro loro incoraggiamento attraverso la mia esperienza, forza e speranza; e guido il loro lavoro attraverso il lavoro sui Dodici Passi. Ci sono molte sfide nel mantenere la corrispondenza con i carcerati, ma sono gestibili. Mi impegno in questo felice compito perché ne beneficia il mio stesso recupero e mi permette di condividere il dono del recupero con coloro che sono desiderosi di riceverlo.

Nonostante il mio passato, e per causa di esso, ho molto da dare. Dammi la compassione e il coraggio di mettermi in comunicazione con gli altri.

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