Il Primo Passo è una questione di onestà e franchezza – nelle ombre della solitudine finiremmo per addentrarci e seppellirci nella vergogna.
Primo Passo del Recupero.
Dopo aver riconosciuto di essere un dipendente e aver iniziato il recupero, ho pensato che i miei anni di disonestà fossero finiti. Eppure dopo una scivolata, l’orgoglio della mia reputazione e la paure del fallimento mi trattennero dal dire la verità. Nel corso dell’anno successivo, ho mentito sulla mia sobrietà e ho agito compulsivamente in segreto. Più agivo compulsivamente in segreto più dovevo lavorare per salvare la faccia. E ho provato di tutto per porre rimedio alle bugie tranne che con l’onestà: lavorando i passi, parlando nelle riunioni, sponsorizzando e frequentando ritiri e convenzioni. Ho trovato conforto nell’approvazione altrui, ma il problema era (ed è sempre stato) che, nel profondo non approvavo me stesso.
Man mano che la vergogna di agire compulsivamente cresceva, temevo infine di fallire nella vita più che rovinare la mia reputazione. Grazie alla mia disonestà nel programma ho scoperto cosa vuol dire una onestà rigorosa: dire la verità al mio sponsor a prescindere dalle conseguenze, onorare la fiducia e l’amore degli altri, non distorcere la realtà per guadagnare affetto e approvazione.
Quando sono tornato pulito, non sono stato espluso dal programma né abbandonato dal mio sponsor e gli amici nel recupero. E’ stato doloroso condividere la mia disonestà, ma oggi posso tenere la testa alta nelle riunioni perché la mia lavagna è pulita.
Meglio essere coraggiosi riguardo le mie bugie che codardi sulla verità.
