Se ci troviamo a svolgere le attività del nostro cerchio intermedio, non abbiamo perso la nostra sobrietà, ma è un segnale che dobbiamo metterci in contatto con gli altri e utilizzare gli strumenti che abbiamo imparato in SAA per riportarci in carreggiata.
Sex Addicts Anonymous, pagina 18
Spesso diciamo del programma che “Fa il suo lavoro, se tu fai il tuo lavoro”. Quell’idea potrebbe essere estesa al pensiero che “funziona tanto quanto lo lavori tu”. Maggiore è lo sforzo onesto e umile che mettiamo rinunciando al controllo e lavorando al programma, più è probabile che vedremo buoni risultati. Possiamo valutare sia il nostro sforzo che la qualità del nostro recupero osservando onestamente i suoi risultati nelle nostre vite.
Come parte della nostra pratica del Decimo Passo, possiamo riflettere sul comportamento di oggi e considerare onestamente quali delle nostre azioni fanno parte dei nostri cerchi interno, intermedio ed esterno. Se siamo finiti nel nostro cerchio interno, siamo scivolati o ricaduti e lo ammettiamo onestamente. Per le attività del cerchio esterno, dobbiamo essere grati al nostro Potere Superiore per aver fatto un’altra cosa giusta.
E soprattutto possiamo essere consapevoli del nostro cerchio intermedio. Perché lì vediamo dei segnali di allarme chiari e utili che ci dicono che qualcosa non va. Non dobbiamo provare vergogna o disperazione o perdere la speranza. Piuttosto, riconosciamo e accettiamo i nostri difetti di carattere così come sono e chiediamo umilmente a Dio di rimuoverli. Attraverso la libertà di una rigorosa onestà, possiamo essere grati al nostro Potere Superiore per questi segnali del cerchio intermedio che ci avvertono del percorso verso il pericolo e che ci hanno aiutato a raddrizzare i nostri passi sulla strada del recupero.
Possa io considerare le mie azioni con rigorosa onestà, riconoscere i miei comportamenti del cerchio intermedio e intraprendere azioni efficienti per mantenere il mio programma di recupero sulla buona strada.
