Una nuova capacità di vivere nel presente abbandonandosi alle cure di Dio, ci dà il coraggio di andare avanti nel recupero.
Sex Addicts Anonymous, p. 58 (p. 31 nell’edizione in inglese)
“Non hai la chiglia. Devi svilupparne una per affrontare le vicissitudini della vita senza capovolgerti e affondare.” Questa era la mia diagnosi? Stordito e infuriato, ho respinto la metafora del professionista; non conosceva il vero me! È stato nove mesi fa. Ora sono in SAA, sto lavorando al Terzo Passo con il mio sponsor. Guardando indietro, vedo che la valutazione è stata generosa e gentile.
Ho studiato le chiglie e sono rimasto sgomento. La chiglia è la parte della barca attorno alla quale è costruito il resto. Fornisce stabilità, convertendo le forze laterali del vento e delle onde in movimento in avanti. La mia “barca” era stata costruita sull’autosufficienza; il mio mantra non era mai cambiato dalla prima infanzia: posso farcela da solo. Chiaramente non posso. Ma come si costruisce una chiglia una volta costruita la barca? Come trovo un centro dopo anni sulla scia devastante della mia dipendenza?
Le chiglie sono solitamente fatte di materiale pesante e resistente, che mi parla di sostanza spirituale. Nel Secondo Passo siamo arrivati a credere che un Potere più grande di noi potesse riportarci alla sanità mentale – forse, montare la chiglia? Ora, la mia sfida nel Terzo Passo è decidere di affidare la mia vita e la mia volontà, la mia barca, alle cure di Dio. Solo una soluzione spirituale, di peso ed eterna sarà sufficiente. Solo un Dio amorevole e premuroso è abbastanza sicuro perché possa affidargli un tale processo di trasformazione della mia vita.
Grazie, Dio, per il nuovo corso che sta prendendo la mia vita.
