17 marzo

Siamo liberi di scoprire che cosa funziona meglio per noi; l’importante è che la meta sia sempre la stessa, mantenere e migliorare il nostro legame con Dio.

Sex Addicts Anonymous, pag. 116 (p. 57 inglese)

Ero da due anni in SAA quando lessi un libro sugli eremiti che vissero nel deserto durante il terzo secolo, che avevano l’abitudine di pregare recitando una breve preghiera nella mente in continuazione.

Ho pensato molto a questo. Potevo farlo? Poi mi sono risposto da solo “Perché no?”, così ho iniziato a farlo una volta dopo l’altra, notte e giorno. Dopo un paio di giorni, mi sono detto “E’ una pazzia. E’ assurdo. Non ha senso.” Poi mi è successa una cosa; forse il punto era che non aveva alcun senso, almeno non per me al momento.

Mi sono reso conto di un’altra cosa. La ripetizione costante della preghiera stava aumentando la mia consapevolezza della presenza del mio Potere Superiore. Stava allargando il mio contatto cosciente con Dio, così come io concepisco Dio. Mi stava riportando verso il mio centro.

Ora, ventun anni dopo, continuo a dirle. Spero di non fermarmi mai.

Ho corso molti rischi agendo compulsivamente. Ho bisogno di correre rischi nel mio recupero, persino di fare cose che all’inizio potrebbero sembrare folli.

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