Per la maggior parte di noi il Primo Passo era diametralmente opposto ad una delle nostre convinzioni fondamentali: che avevamo il controllo e se ci fossimo sforzati un po’ di più o ci avessimo provato ancora una volta ce l’avremmo fatta.
“Primo Passo per il recupero” (First Step to Recovery)
Alla fine ho capito che la mia vita era ingestibile mentre fissavo un paio di calzini gialli che sembrava che qualcuno avesse scuoiato una certa spugna di un cartone animato. Ero sotto sorveglianza per prevenire che mi suicidassi all’ospedale locale. Nessuno sapeva dove fossi. Ero stato preso da un agente di polizia e internato contro la mia volontà. Avevano preso tutto: il mio telefono, il mio computer, persino i miei calzini. Ero diventato una non persona.
Fino a quel momento potevo spiegarmi ogni conseguenza della mia dipendenza. Non c’era modo di spiegare questo. Senza dubbio la mia compulsione sessuale mi aveva portato qui, ad indossare calzini gialli, chiuso a chiave in un reparto psichiatrico.
Avevo bisogno di questa esperienza per affrontare finalmente il fallimento totale delle mie capacità e idee. Forse non ero mai stato abbastanza presente o abbastanza onesto da riconoscerlo. Questo momento doloroso è diventato la pietra miliare del mio recupero.
Conservo i calzini gialli per ricordarmelo. La mia ammissione di impotenza e ingestibilità ha aperto la porta al cambiamento e mi fa ritornare agli incontri e lavorare sul programma. Non ho il controllo della mia malattia. Fortunatamente, posso affidarla al mio Potere Superiore e agli strumenti e alla fratellanza di SAA che si prendono sapientemente cura di me.
Per oggi, offro la mia dipendenza e la mia vita alle cure amorevoli di qualcuno più qualificato.
