29 dicembre

In sostanza, è importante che la nostra esperienza comune con questo Potere, sia l’amore e la cura.

Sex Addicts Anonymous, pagina 37 (pagina 27 in inglese)

Dopo molti anni di sobrietà e recupero, quando sento “la cura di Dio” mi viene da pensare al “controllo di Dio”. Quando arreco danni a causa del risentimento, dell’autocommiserazione, o di altri difetti di carattere, a volte tentenno prima di ammettere la colpa perché sento di dover fare così per piacere a Dio. Questa situazione nasce dalla vergogna, dal credere di dovermi guadagnare l’amore di Dio e dal credere di non meritarmelo così come sono. E’ la vecchia credenza che Dio sia un genitore controllore da appagare in modo da mantenere la pace in casa.

Un giorno, il mio sponsor mi disse che lei pensava a questo come affidare la sua volontà e la sua vita all’amore. Ad un tratto tutto cambiò per me. Mentre la parola di Dio può far scattare in me vecchi sentimenti come vergogna e paura, l’amore è qualcosa di cui posso fidarmi. L’amore è sicurezza e interesse, gentilezza e forza.

Inizio a comprendere e accettare che affidare la mia vita a un Potere Superiore, fare l’inventario e fare le ammende non sono cose che devo fare per guadagnarmi l’amore, ma azioni amorevoli che faccio per me stessa perché mi portano molta pace e gioia in questa vita. Dio mi accetta e mi ama così come sono, che io faccia o meno le azioni descritte nei Dodici Passi, ma Dio mi incoraggia con gentilezza a seguire questo percorso di recupero perché è l’atto di amore più grande che io possa fare.

Solo per oggi posso affidare la mia volontà e la mia vita all’amore.

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