Accettare la nostra dipendenza sessuale porta speranza, grazie all’accettazione della verità e inizia un percorso spirituale nel recupero dei Dodici Passi.
Per Cominciare (Getting Started), p. 8
All’inizio in SAA, durante il mio Primo passo, ho cercato di pensarla a modo mio. Ero consapevole della mia impotenza e ingestibilità, e credevo che l’accettazione fosse sufficiente. Tuttavia, non mi stavo disintossicando. Allora un anziano nel programma mi spiegò che “abbiamo ammesso” va oltre il mero “pensare”. Significa impegnare tutto me stesso nella verità sulla mia dipendenza.
“L’ammissione” giunse quando lasciai cadere tutte le mie difese e sentii la colpa per ciò che avevo fatto. Sono caduto a terra, singhiozzando ininterrottamente per un’ora. Ero nudo e sentivo addosso tutto il peso della mia dipendenza. Dopo aver finito le lacrime, una voce dentro di me disse: “Rimani collegato a questi sentimenti”.
Ho cercato di rimanere connesso a quei sentimenti ogni giorno tramite la preghiera, la musica, la scrittura sul diario, la lettura; qualsiasi cosa che aiutasse. Successero due cose incredibili. La prima, l’impulso di agire compulsivamente svanì; secondo, mi sono ritrovato sollevato da quella fossa ogni giorno sempre di più. Dopo aver agito compulsivamente per vent’anni, il mio Potere Superiore mi stava ricostruendo senza la mia dipendenza. Ora, con decenni di astinenza, sto crescendo ancora.
C’è un detto: “Nominalo, reclamalo e poi lascialo andare”. Dovevo reclamarlo per poter toccare il fondo emotivamente devastato e rimanere in contatto con esso, in modo da permettere al mio Potere Superiore di liberarmi e ricostruirmi. Fa male, e mi addolora ancora un po’, ma la mia nuova vita vale ogni grammo di dolore.
Toccare il fondo è l’accesso alla mia nuova vita nel recupero.
