Man mano che cresciamo nel recupero, molti di noi scelgono di integrare la propria sessualità con la propria spiritualità.
Sex Addicts Anonymous, p. 156 (p. 73 in inglese)
Ho trascorso molti anni tentando di controllare in un modo o nell’altro la mia dipendenza sessuale. Quando mi sono reso conto di essere governato da comportamenti da dipendenza, ho cercato di soffocare, sotterrare o scappare dai sentimenti sessuali e biasimavo me stesso per essere appassionato. Non avevo una chiara idea di cosa fosse una sana sessualità, e avevo paura di essere manipolato o di manipolare gli altri. Non concepivo il sesso come qualcosa di spirituale. Non potevo nemmeno utilizzare la parola “Dio” e “sesso” nella stessa frase, tantomeno chiedere al mio Potere Superiore di aiutarmi a sperimentare il lato spirituale della sessualità.
Ma nel recupero sono giunto a credere che la sessualità è una parte di me, donata da Dio. Come arrendevo la mia dipendenza, ho capito il bisogno di arrendere il controllo sugli altri aspetti dei miei comportamenti sessuali. Ho iniziato ad affidare la mia vita sessuale alle cure di un Dio amorevole. Sto imparando a includere il mio Potere Superiore nella mia sessualità, canalizzando quell’energia nei comportamenti che promuovono intimità e connessione con il mio partner. Quando non utilizzo la mia sessualità per controllare qualcun altro né per controllare me stesso, quando includo Dio nella mia sessualità, diventa un potente dono di cui sia il mio partner sia io possiamo gioire fisicamente, emotivamente e spiritualmente.
Potere Superiore, aiutami ad utilizzare la mia sessualità per esprimere amore, apprezzamento e fede.
