Grazie al fatto che abbiamo provato la cura di Dio e l’amore e la cura che si trovano nella fratellanza di SAA, abbiamo imparato l’importanza di essere gentili con noi stessi.
Sex Addicts Anonymous, pagina 83 (pag. 65 in inglese)
Quando amo i miei amici in recupero e le loro imperfezioni, a volte mi viene ricordato, magari in maniera fastidiosa, che loro potrebbero, in effetti, amare me e le mie imperfezioni. Anche dopo anni con queste persone, continuo a distogliere lo sguardo mentre metto a nudo i miei errori e i miei difetti. Ma sempre, quando ritorno con lo sguardo sui loro volti, trovo in loro quello che ancora faccio fatica a trovare in me stesso.
Sono orgogliosi di me e della mia onestà. Comprendono il mio dolore. Non mi perdonano per la mia debolezza, i miei difetti o le mie mancanze; mi amano, incondizionatamente e senza riserve. Semplicemente, per ciò che i miei amici rappresentano, devo accettare questo amore come verità. Non posso più continuare a convincermi del fatto di essere amato a causa di obblighi familiari o per ciò che faccio; non posso più liquidare le parole di sostegno e affetto perché non genuine. Queste persone non hanno alcun obbligo di prendersi cura di me e non hanno motivo di farlo, ma lo fanno.
È meraviglioso essere amati, ma è anche doloroso. Sapere che gli altri mi amano più di quanto io possa amare me stesso è un balsamo agrodolce, un altro apparente difetto che non posso negare. Ma sapere di essere amato, anche se le mie debolezze sono esposte, mi dà speranza che un giorno mi amerò tanto quanto amo i miei amici.
Amando gli altri, e lasciandomi amare da loro, apro la porta per amare me stesso.
